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A Cosenza la Reggina ci ha messo del suo, ma i retroscena spiegano perché era destino

Nel rigore di Carretta che vale il pari del Cosenza c’è una palla che passa sotto l’ascella di Nicolas.  Poteva passare solo lì, in un tiro dagli undici metri calciato malissimo.

Ma questa non è che la punta dell’iceberg di una serie di circostanze che hanno negato la vittoria della Reggina.

Gli amaranto ci hanno messo del loro. Dovevano avere la cattiveria per chiuderla.  Ma dopo tutto quello che poteva andare male lo ha fatto.

Un esempio?  Sempre lo stesso rigore non c’era.  È Mbakogu che calcia Menez nel momento in cui il francese gli ruba la palla da dietro.  Con il Var sarebbe stata punizione per la Reggina.

Ma è anche vero che l’episodio si è verificato nel momento in cui erano pronti ad entrare due calciatori.  Una sostituzione che avrebbe permesso al francese di uscire e rifiatare, invece che pagare dazio alla sua generosità.

Erano tre o quattro minuti che Baroni aveva i cambi pronti. Non c’è stato verso che potessero essere fatti.

Ma soprattutto l’azione del gol nasce dal fatto Bahlouli fugge in una situazione di due contro uno a Cionek e Delprato.  Andava accompagnato meglio, aspetto che aveva curato molto bene Stavropoulos nel primo tempo con altri calciatori cosentini.

Anche in quel caso un infortunio lo ha estromesso dalla contesa. L’augurio è che questi segni del destino non prefigurino la necessità di lottare fino alla fine per evitare la retrocessione.