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Reggina, primo comandamento: non guardare la classifica

Il risveglio dopo una vittoria è sempre bello. Se poi è la seconda consecutiva è ancora meglio. Per non parlare della possibilità che, come nel caso della Reggina, questa arrivi come quarto risultato utile.

I numeri della Reggina iniziano a sorridere. E persino la classifica fa meno paura di prima.  Guardarla, però, può suscitare sentimenti controproducenti.  Il rammarico per i punti persi inopinatamente e che oggi proietterebbero gli amaranto verso traguardi ambiziosi.  Lo scoramento per l’essere ancora lontani dal sentirsi in una posizione di tranquillità. O il compiacersi per aver iniziato a trovare la quadra.

Quando ci sono ancora da giocare quindici partite e davanti c’è la sfida contro un avversario tostissimo come il Cosenza, c’è solo una cosa da fare: focalizzarsi sul prossimo impegno.  Lottare, come avvenuto contro la Virtus Entella, pallone su pallone.

In B la classifica, fino alle ultime giornate, è quasi un dettaglio.  Bastano due successi consecutivi, come nel caso della Reggina per ritrovarsi su, due ko per essere di nuovo nella melma.

“Non abbiamo fatto niente”.  Lo ha detto subito Marco Baroni alla fine di Reggina-Virtus Entella.  Più di ogni altro sa quanto è impossibile non perdere mai di vista l’obiettivo.  Che è sempre la partita successiva.