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Scacco matto di Baroni al Pescara, la Reggina passa con merito

di Pasquale De Marte –   Sono i cambi di Marco Baroni, anche sotto il profilo tattico, a fare la differenza in una partita che la Reggina vince con una grande prova di forza contro un avversario in caduta libera.

All’Adriatico si è vista una sola una squadra che avesse una proposta di gioco. Il Pescara è sembrato davvero poca cosa, al confronto di una contendente, quella amaranto, che conferma di avere una precisa identità.

La novità de giorno è che, finalmente, la Reggina è uscita alla distanza ed ha trovato anche i gol degli attaccanti: Denis e Montalto.

Vietato esaltarsi, ma partite come questa rischiano di diventare trappole nel percorso di chi, come gli amaranto, sembra avere la qualità per risalire la china. Mancava qualcosa nella supremazia territoriale messa in campo nel primo tempo, ce l’ha messa l’allenatore con i cambi. Soprattutto adesso che, per il tecnico, c’è anche tanta scelta in panchina. Quella che chiedeva da tempo.

Pescara-Reggina, giocano solo gli amaranto

Quella che va in scena all’Adriatico è una partita che definire “bloccata” sarebbe riduttivo. Gli amaranto se la giocano contro un avversario, quello guidato da Breda, che ha tutt’altro che voglia di giocarsela a viso aperto.

Gli abruzzesi conducono una partita guardinga, tengono le linee strette e il baricentro basso.  L’unica parvenza di uomo con atteggiamento offensivo, tra quelli schierati, è la punta Odgaard.  Il danese, per tutto il primo tempo, è tra i pochi a vedersi con discreta frequenza nella metà campo avversaria.

Per la Reggina, con un avversario così chiuso, diventa particolarmente complicato affondare il colpo.  Gli amaranto tengono a lungo la palla, ma lo fanno con il torto di non riuscire a trovare il ritmo e la giocata giusti per impensierire l’arroccatissimo Pescara.

Nzita e Bellanova, tra i padroni di casa, fanno un buon lavoro in copertura su Menez ed Edera.  Tra le note positive degli amaranto c’è quella che ormai può essere considerata una caratteristica peculiare degli uomini di Baroni: la capacità di non buttare mai via il pallone e di tentare la strada del gioco.

Un paio di cross interessanti e un mancino centrale di Edera sono, però, le uniche situazione in cui la Reggina si può dire abbia creato i presupposti per confezionare un vantaggio che avrebbe almeno concretizzato la supremazia territoriale.

Il Pescara visto nel primo tempo è troppo brutto per essere vero. Breda sceglie di osare un po’ di più e se la gioca con due punte vere con Ceter al posto di Maistro.

Pescara-Reggina, gli amaranto piazzano i colpi del ko

Le dinamiche della partita, però, rispetto al primo tempo non sembrano cambiare.  Il possesso amaranto non è efficace, fino a quando Marco Baroni sceglie di cambiare qualcosa nell’assetto tattico.

Fuori Edera e Crimi dentro Bianchi e Denis.  Gli amaranto passano dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2 dove il trequartista Menez parte da sinistra, Folorunsho invece va a prendersi lo spazio a destra dopo non averne trovato per l’intera partita tra le linee.

Da quella parte iniziano così a nascere le occasioni più pericolose.  La prima se la divora Denis, bellissimo il passaggio a rimorchio di Lakicevic a destra.  L’argentino, con la porta spalancata, strozza troppo il destro. A meno di un quarto d’ora dalla fine, però,  in un’azione, quasi in fotocopia,  l’argentino  riesce a realizzare facendo passare la palla sotto le gambe di Fiorillo calciando dal centro dell’area.

Dopo neanche cinque minuti, la Reggina va ancora a prendersi lo spazio a destra. Stavolta è Bianchi  (un altro subentrato) a mettere la palla in mezzo,  bravissimo Montalto ad anticipare tutti e a fare 2-0.

È il gol chiude la partita.

SERIE BKT, 21ª GIORNATA

PESCARA-REGGINA 0-2

Marcatori: 73′ Denis, 79′ Montalto

Pescara (4-3-2-1): Fiorillo; Bellanova, Guth, Bocchetti, Nzita (75′ Masciangelo); Rigoni (61′ Valdifiori), Dessena (61′ Machin), Omeonga (69′ Busellato); Tabanelli, Maistro (46′ Ceter); Odgaard. A disposizione: Alastra, Radaelli, Drudi, Scognamiglio, Balzano, Basit, Riccardi. Allenatore: Breda.

Reggina (4-2-3-1): Nicolas; Lakicevic, Cionek, Stavropoulos (84′ Loiacono), Di Chiara; Crimi (61′ Bianchi), Crisetig; Edera (61′ Denis), Folorunsho, Ménez (84′ Liotti); Montalto (93′ Dalle Mura). A disposizione: Guarna, Plizzari, Chierico, Faty, Bellomo, Okwonkwo, Petrelli. Allenatore: Baroni.

Arbitro: Fabio Maresca di Napoli (Edoardo Raspollini di Livorno e Fabrizio Lombardo di Cinisello Balsamo). Quarto ufficiale: Francesco Meraviglia di Pistoia.

Note – Ammoniti: Dessena (P), Maistro (P), Rigoni (P), Di Chiara (R), Lakicevic (R), Ménez (R), Busellato (P), Dalle Mura (R). Calci d’angolo: 2-5. Recupero: 2’pt; 5’st.