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‘Se il Napoli fosse la Reggina…’, il retaggio storico che Baroni prova a superare

“Ora, se il Napoli fosse la Reggina, il Lecce, o perfino il Crotone, ci potrebbe pure stare”.  È un passaggio di un editoriale apparso sul Corriere dello Sporte che, di fatto, pone dubbi sull’opportunità che la squadra partenopea possa giocare con cinque difensori.  Una critica velata a Rino Gattuso.

Il pezzo, da una parte, suscita anche un moto d’orgoglio nei tifosi amaranto.  Pur mancando da quasi dodici anni dalla Serie A, la squadra dello Stretto viene ancora citata prima di un’altra squadra gloriosa del Sud e anche in anticipo rispetto a chi in A c’è ancora.  Ed è una bella notizia, tenuto conto che gli anni “operai” della Reggina in Serie A scanditi dalla difesa a cinque hanno fatto la storia del calcio.  Sì, non è un’esagerazione. Basti pensare agli anni di Colomba con Baronio e Pirlo o a quelli di Mazzarri la salvezza da -11..

Anche perché, giova ricordarlo, per gli allenatori il 3-5-2 non esiste.  Con qualche eccezione, ad esempio la prima Juve di Conte scudettata dove gli esterni erano quasi attaccanti,  significa sempre difendere a cinque.  Qualunque addetto ai lavori lo sottolinea.

E la Reggina con il 3-5-2, o qualcosa di simile, si è sempre tolta grandi soddisfazioni.   Ultimo è stato il trionfo con Mimmo Toscano in Serie A in cui si è offerto a tratti un calcio perfetto.

E, dicendolo francamente, è capitato spesso perché si è preferita la sostanza alla forma o, in altri casi, non si aveva la qualità della rosa tale da schierare moduli che prevedessero quattro esterni forti.

Marco Baroni, anche per effetto dei sacrifici societari, ha una squadra che tanti esterni forti come forse mai la Reggina li ha avuti nella sua storia.

Questo potrebbe permettergli di confutare la tesi secondo cui le cose migliori a Reggio si fanno giocando a tre (pardon, a cinque).

A differenza di altri allenatori che ci hanno provato (Ficcadenti, il primo Pillon, Novellino, i primi che vengono in mente) ha gli strumenti giusti per abbandonare questo retaggio di cui si  resta orgogliosi per i risultati che ha portato.