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Reggina – Menez, il gesto della maglia e la prestazione: la rabbia è di chi ci tiene

Mancano pochi minuti dalla fine di Reggina-Salernitana.  Marco Baroni decide di sostituire Jeremy Menez.

Il francese esce senza dire una parola, dà la mano al tecnico senza mostrare risentimento, fa lo stesso con qualche compagno e poi si rende protagonista di un gesto di stizza.

Si sfila la maglia e la lancia.  Un gesto che, a livello simbolico, può diventare oggetto di polemica.  Ma bisogna andare oltre.

La domanda è: la maglia come si onora?  Lo si fa in campo.  E Menez da un paio di partite a questa parte sembra un altro giocatore.  Per tutta la gara è stato perfetto per concentrazione nell’andare a coprire la sua zona di campo (è stato schierato esterno) e se avesse fatto quel gol in avvio di partita la sua sarebbe stata una prova perfetta.  Mai un segno di indolenza, mai una giocata forzata.

A un quarto d’ora dalla fine ha fatto uno scatto di quaranta metri per andare a fare un scivolata sull’avversario. Tutto normale, ma uno che non c’è con la testa, non crede in quello che fa  e si sente a Reggio per caso non lo avrebbe fatto se si chiama Menez.

Non è un caso che Baroni creda molto in lui.  Segno che, soprattutto in allenamento, ha le risposte che cerca.   Probabile che, arrivato in panchina, abbia rimuginato sul non avere inciso come avrebbe voluto e il segnale è arrivato

Il gesto non va isolato e decontestualizzato.  Adesso che la direzione della  Reggina sembra essere quella giusta.  Quella di Menez inclusa.