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Reggina: a Baroni piace il modello Cittadella o il bicchiere è mezzo vuoto?

Prima di dare adito a  polemiche relative alla potenziale provocazione, occorre una premessa: la Reggina di Baroni gioca bene, raccoglie meno di quanto potrebbe e con un paio di corretti ha le carte in regola per centrare una salvezza anche tranquilla.

Oggi ci sono due dati di fatto.  Il primo è che la Reggina, al momento, sta prendendo soprattutto calciatori giovani e che magari abbiano alle spalle campionati di B di vertice.

Una strategia che paga particolarmente come nel caso del Cittadella e che magari piace a Baroni.

C’è un altro dato da tenere ben presente.  Nella squadra schierata contro il Lecce c’erano sei calciatori provenienti dalla Serie C della passata stagione:  Loiacono, Bianchi, Folorunsho, Rivas, Charpentier, Liotti.     A loro si aggiungono due calciatori retrocessi: Di Chiara e Delprato a Livorno.   Oltre a Nicolas, tra i giocatori di movimento si aggiungono Situm e Cionek che provengono dall’estero o dalla Serie A.

Aggiungendo anche il fatto che dal mercato stanno arrivando calciatori con la freschezza della gioventù autorizza a credere che a Baroni le squadre modello Cittadella piacciano e non poco. Ma sono anche dati che potrebbero rivelare che alla Reggina manca qualcosa, ricordando come mancasse il solo Crisetig alla formazione base.

Nel complesso, però, si ha quasi l’impressione che questa squadra, costruita anche basandosi qualche grosso nome, abbia bisogno di qualche giocatore in più che corrisponda a profili come quelli, per l’appunto, di Nicolas e Crisetig tanto per citarne due.

Elementi abituati  a giocare in B ed anche a discreto livello.  Il mercato pare possa regalare Pietro Iemmello e la strada potrebbe essere quella giusta