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Calcio – Parisi: “Vibonese nel cuore, ma domenica tifo Reggina”

Se sei nato e cresciuto a Reggio con il mito dell’amaranto, giocare sotto la Curva Sud non può essere una sensazione come le altre. Anche se lo fai con una maglia avversaria. E’ andata così al portiere Gabriele Parisi che lo scorso anno nel suo stadio ci è sceso in campo con la maglia della Vibonese.
“La Reggina, per me – rivela – è un affare di famiglia. Ne sono tifoso da quando sono nato. Giocare sotto la Sud è un’emozione che auguro a tutti i miei concittadini anche se ci fu qeulla svista arbitrale (rosso per lui e rigore contestatissimo per la Reggina ndr)”.
Domenica è proprio la sua ex squadra ad affrontare quella di Zeman in uno scontro diretto di vitale importanza: “Di Vibo ho uno splendido ricordo legato all’ambiente, ma anche alle qualità umane del dirigente Beccaria e del presidente Caffo. In questo caso, però, spero in risultato positivo della Reggina”.
Per gli amaranto lo spauracchio numero è uno è il centravanti Saraniti, al rientro dopo tre giornate di squalifica e cercato nel mercato di gennaio da mezza Lega Pro, dopo aver trascinato i rossoblu anche in Serie D: “La Vibonese – prosegue – ha cambiato molto e me lo aspettavo, viste le grandi risorse della società. Andrea è un giocatore imprevedibile, in grado di risolvere le partite con uno spunt ed è l’anima di una squadra che non intende mollare”.
Inevitabile chiedersi come l’occhio di un calciatore vede le due squadre: “Della Reggina ho visto praticamente tutte le partite in casa e sono andato qualche volta anche al ‘Razza’. Vedo due square in netta ripresa, credo e spero possano salvarsi entrambe”.
Tra i migliori estremi difensori del girone I di Serie D quest’anno è stato costretto a ripartire dall’Eccellenza, avendo perso lo status di under per sopraggiunti limiti di età in un ruolo in cui si schierano preferibilmente giocatori al di sotto dei ventuno anni:”Inizialmente la regola mi ha permesso di mettermi in mostra, poi ti penalizza soprattutto se non riesci a fare il salto tra i professionisti. Sono rimasto fermo fino a febbraio ed è stata una mia scelta nonostante ci fossero delle proposte che non ho ritenuto opportuno accettare”.
Poi la scelta di sposare il Gallico Catona: “Mi è stata data l’opportunità di giocare le ultime otto partite, restando a Reggio ho la possibilità di proseguire gli studi in Giurisprudenza. Mi trovo molto bene, dato che l’ambiente è molto familiare ed accogliente, a dispetto del fatto che in questi giorni non si sia parlato molto bene di questa società. A livello personale posso dire di aver avere a che fare con gente serie a rispettosa degli impegni presi, che fa i conti con la crisi che investe tutte le società dalla B in giù. L’obiettivo della salvezza non è lontano, ma per non complicare il cammino dobbiamo vincere in casa”.
Poi sarà tempo di pensare al futuro: “Spero di concludere nel migliore dei modi questa esperienza, poi valuterò eventuali proposte cercando di dare priorità agli studi, salvo chiamate importanti dai professionisti”.

Pasquale De Marte