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Euro 2008: tre ex reggini nella gara d’esordio

euro2008di Pasquale De Marte

Inizia questa sera Euro2008 per l’Italia che affronterà l’Olanda in un delicato match d’esordio.  Per la prima volta, ad una grande manifestazione, gli azzurri, a livello di nazionale maggiore, potranno contare su ben tre ex reggini, con storie diverse in riva allo Stretto.

Ci sarà quindi un motivo in più per sostenere la squadra di Donadoni che tra i convocati  ha fatto figurare i nomi di Marco Borriello, Andrea Pirlo e Simone Perrotta.  Il centravanti napoletano è esploso nell’ultima stagione con la maglia del Genoa, ma si è vestito d’amaranto durante il primo anno dell’ epopea di Mazzarri con alterne fortune e senza mai convincere l’allenatore a puntare dritto su di lui, a cui spesso e volentieri veniva preferita la fisicità di Emiliano Bonazzoli. Non si è trattato di un “matrimonio calcistico epico” tra le due parti, ma difficilmente si dimenticano la rete con la quale il giocatore, siglò  un 2-0 a Udine con il quale la Reggina si impose contro un avversario che avrebbe conquistato l’accesso alla Champions League e la marcatura che diede in là ad una clamorosa rimonta amaranto contro un Siena,
avanti a Reggio per 3-1 fino a dieci minuti dal termine, seppur avvantaggiato da un incredibile errore del portiere toscano Fortin.   A fine stagione le strade si divisero, Borriello tornò al Milan per fine prestito e la Reggina non fece molto per trattenerlo dopo trenta presenze (molti furono spezzoni di gara) e sole due reti. Andrea Pirlo, invece, arrivò già con le credenziali giuste di un giovane che era atteso al varco dagli adetti ai lavori per sancire la sua definitiva consacrazione che probabilmente arrivò proprio in Calabria , e solo la miopia dei dirigenti interisti di allora lo spinse a girovagare ulteriormente,  fino ad accasarsi al Milan, per trovare la giusta dimensione in una grande squadra, tanto da essere, oggi, il miglior regista al mondo. La Reggina era all’esordio nella massima serie e trovò nelle punizioni del fantasista un’arma importante per agguantare con largo anticipo una salvezza che ebbe del miracoloso, alla luce del poco credito che veniva riservato alla squadra all’inizio del campionato, nonostante i tanti giovani di talento nel proprio organico.  Il flashback più immediato porta a Bologna, quando il giocatore, dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo e pochi giorni dal suo arrivo in amaranto, diede il là all’azione che portò Possanzini a siglare la rete che valse il primo storico successo nella massima serie.  Tra l’altro fu Colomba il primo ad intravedere la possibilità di uno schieramento a centrocampo per il talento bresciano, soluzione che venne provata soprattutto per sostenere la contemporanea presenza di Francesco Cozza, che sul finire del campionato ebbe la meglio nelle scelte tecniche, avendo più benzina in corpo per l’infortunio che lo tenne fermo nella prima parte del torneo. Un anno inteso con ventotto presenze e sei reti, culminato col ritorno all’Inter, proprietaria del cartellino del giocatore.
Simone Perrotta, calabrese di Ashton (non è un controsenso, ma il reale luogo di nascita), è uno che l’aria del S. Agata l’ha respirata fin da ragazzino, dalle giovanili alla serie B quando la Juve lo chiamò e  ed ebbe un’investitura pesante da parte della triade: “Abbiamo trovato il nuovo Tardelli”. Sembrò un’esagerazione visto che il giocatore stentò ad imporsi in massima serie e dopo l’esperienza barese, tornò a farsi notare come un ottimo centrocampista tra le fila del Chievo fino a suscitare l’interesse della Roma, che lo ha reso un giocatore di importanza internazionale e con un titolo di  “Campione del mondo” in tasca.  Lo scorso anno è stato premiato con una targa dalla società, che si fa vanto di aver portato così in alto un prodotto del proprio settore giovanile e lo può ergere a modello per i tanti giovani che vivono la quotidianità del centro sportivo.  Setttantasette presenze e un gol con la Reggina per Perrotta, che giocò tre campionati di serie B con la maglia amaranto, entrando in orbita prima squadra a soli diciott’anni.
I tre ex testimoniano il salto di qualità fatto dalla società che, nonostante i molteplici errori, non ultimi quelli della stagione appena conclusa, ha reso ormai un lontano ricordo i polverosi campi della serie C.  Stasera solo Pirlo dovrebbe partire titolare, ma nonostante ciò anche i tifosi della Reggina sono pronti a sostenere l’Italia, mettendo per una volta da parte i vessilli amaranto e rispolverando quelli azzurri.