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Reggina, il silenzio degli incoscienti

di Giusva Branca – Io credo che questa Reggina abbia le carte in regola per rimettersi in linea di galleggiamento a abbandonare i bassifondi della classifica dove si trova dopo 11 gare e due sole vittorie (contro un debolissimo Pescara e un Brescia che contava quasi più indisponibili che disponibili).

Ma non intendo soffermarmi più di tanto sull’aspetto tecnico se non per sottolineare che la squadra è stata costruita in maniera miope sul piano delle caratteristiche (sovrabbondanza di trequartisti, nessun – o quasi – mediano di ruolo, nessuna – o quasi – seconda punta, difesa ballerina e esterni solo offensivi, centravanti che non lo siano solo sulla carta assenti) e ancor più miope sotto l’aspetto relativo a quanto questi calciatori possano dare in campo (alcuni perché in prestito secco, altri perché “arrivati” con la testa, altri ancora perché, come ben noto a tutto il mondo del calcio, continuamente soggetti a infortuni).

La squadra, dunque, da quello che può, tranne che non si chieda alla botte di dare non il vino che ha ma aranciata.

Il problema vero, atteso che, ripeto, la squadra – nonostante tutto – ha le carte in regola per tirarsi fuori dall’inferno della classifica con effetto immediato, sta altrove e, francamente, inquieta.

Proviamo ad analizzare lucidamente: il Presidente Gallo, fin dal suo insediamento, ha disegnato il club con caratteristiche precise, un club e una squadra che fossero talmente forti, schiaccianti da risultare antipatici a tutta Italia (parole del Presidente).

Gallo stesso ha parlato da subito di serie A immediata, fin dai primi giorni della sua – provvidenziale, sia ben chiaro – presidenza e poi, più volte (e in maniera francamente inquietante perché non se ne capisce la genesi) ha sottolineato di dovere andare subito in serie A perché “non ho tempo”…

Ora, sul piano dell’impegno economico messo a disposizione della causa è da meschini sminuirlo, visto che il budget pressocchè illimitato messo nelle mani di Taibi a più riprese è stato addirittura rifinanziato con altre operazioni che si sovrapponevano alle precedenti, per metterci pezze (si cominciò con Baclet, De Falco, Doumbia e Drago), ma ciò che in questo momento turba, e non poco, i tifosi, è il silenzio che è calato sulle sorti degli amaranto.

Lo stesso Tempestilli ha sottolineato come la sua nomina a dg fosse necessaria, attesa la frequente assenza del Presidente Gallo e dell’ad Scipioni dal territorio.

A questo si aggiunga il silenzio, almeno se non si parla di semplici dichiarazioni di facciata; sparito dai radar Taibi, anche Gallo si è ammutolito e, si badi bene, da parte di entrambi non basta una generica e untuosa “assunzione di responsabilità”, giacchè per essere credibile questa deve essere seguita da fatti, da azioni, che nell’un caso e nell’altro mancano.

Peraltro quanto il Presidente sia stanco e, soprattutto, preoccupato – ma questo non giustifica il silenzio – è certificato dalla nomina di Tempestilli quale “direttore generale plenipotenziario”.

Ecco, in questa ultima parolina forse si celano parecchie verità.

“Plenipotenziario” serve a chiarire che Tempestilli ha potere assoluto e gerarchico su tutti, visto che da sempre – ovunque – l’area tecnica tende a sbandierare un’autonomia piena anche rispetto alla direzione generale che si muoverebbe su un binario parallelo e mai convergente; a ben pensarci, in effetti, già con Gianni e ancora prima con Iiriti più di qualche frizione si era registrata (clamoroso il “licenziamento” di Cevoli tra primo e secondo tempo contro il Catanzaro da parte del dg Iiriti che fece irruzione negli spogliatoi, e gli venne consentito…).

Gallo e Scipioni, nominando Tempestilli plenipotenziario e specificandolo bene nel comunicato hanno spazzato il campo da equivoci e, infatti, già da prima della sua nomina (solo qualche giorno indietro, in effetti) Tempestilli stesso aveva provveduto a sondare, su richiesta del Presidente, altri nomi che potessero sostituire Toscano.

Il tutto mentre, invece, Taibi (anche legittimamente, per difendere il suo progetto, ammesso che sia suo) si arroccava sulle posizioni a difesa del mister di Cardeto.

E anche in questo momento la situazione è esattamente la medesima: Taibi è abbracciato stretto a Toscano (ma sarà così anche se il club decidesse di mandarlo???), mentre Tempestilli è in trattative con altri tecnici.

Il silenzio degli incoscienti riguarda anche questo aspetto: i tecnici si confermano fino alla fine (vedi Colomba stagione 2000/01) o si esonerano subito (vedi lo stesso Colomba tre stagioni dopo). Lasciarli sulla graticola è un segnale pessimo per i calciatori che, come i bambini, sono bravissimi a cogliere le debolezze e a ficcarvicisi dentro, visto che la categoria pedatoria è la più formidabile produttrice di alibi del mondo.

Ma il silenzio degli incoscienti riguarda anche – e soprattutto – il futuro.

Fallito per quest’anno il progetto serie A del Presidente, fin qui miseramente naufragato anche il piano B di Taibi (anche se ancora c’è tempo), di dar fastidio alle grandi, visto che finora la Reggina ha dato fastidio – e tanto – solo ai suoi tifosi, cosa ci attende il futuro? Questo sarebbe bene che da via Osanna (anzi no, dal S.Agata, la sede di via Osanna è un ricordo)  venisse chiarito.

Sia chiaro, un campionato tranquillo (per ora non lo è, però) in serie B, da matricola, è apprezzabilissimo (al netto dei deliri di onnipotenza di Presidente e Ds che affittavano catamarani e battibeccavano con Mirabelli colpevole di collocare la Reggina al quindicesimo posto, esattamente la posizione in cui gli amaranto sono adesso…), ma i silenzi, le facce scure, le mezze frasi, i “non ho tempo” i “lascio presto” del Presidente, unitamente a una barca, quella tecnica, in evidente difficoltà e che ha reso necessaria la nomina di un “plenipotenziario” fanno preoccupare.

Il Presidente il il ds – e, a questo punto, anche il “plenipotenziario” – dovrebbero dire, e in fretta, che futuro ci attende, sul piano societario e su quello tecnico; dovrebbero dire, se il progetto tecnico è fallito (ma, per carità, può anche darsi che non lo sia, la serie B è torneo lunghissimo) cosa ne sarà di bi e triennali generosamente offerti e sottoscritti con una leggerezza da far paura (negli ultimi anni di carriera calciatori come Del Piero avevano rinnovi annuali…Del Piero, eh…) per una squadra che, l’anno prossimo, dovesse ripartire da basi nuove.

E, ancora prima, sarebbe bene che il silenzio degli incoscienti venisse squarciato per chiarire se ci sono le capacità (economiche e professionali) per andare sul mercato di gennaio a prendere quei 4/5 elementi che mancano come il pane (sperando che non si tratti di un’operazione di richiamo alle armi di vecchi reduci del football mondiale) e, soprattutto, come si intende muoversi con coloro i quali si sono dimostrati palesemente inadeguati, a dispetto dei bi e triennali di cui sopra.

La squadra fa quello che può (certo, ultimamente non sempre, ma le squadre sono sempre specchio del club, soprattutto in negativo), secondo le caratteristiche tecniche e umane dei suoi componenti; non si può chiedere a un pesce di scalare un albero, non lo farà mai, nemmeno se lo si mette nel contratto, il tecnico (che ha le colpe di essere – fino alla fine – un soldato) anche.

Alla fine, se le cose già contro il Venezia non palesano un evidente cambio di rotta (e io confido ancora in questo), pagherà per tutti Mimmo Toscano e il club si spaccherà ufficialmente, con la linea del plenipotenziario che prevarrà su quella del ds (tranne che Taibi non la sconfessi virando improvvisamente sul classico e abusato “scelta dolorosa ma necessaria”), e io sono troppo una vecchia puttana del calcio per non sapere che il calcio va così, è la sua legge.

Ma, credetemi, con tutto il bene per Mimmo Toscano e la stima – immutata – che ho verso di lui, con tutto l’ottimismo – che comunque mantengo – per le capacità di questa squadra di assestarsi in una situazione di classifica apprezzabile, il nodo non è questo.

Il nodo è il silenzio degli incoscienti sui temi – scivolosissimi perché innescati da scelte folli del passato recente – del futuro e sui quali (partendo da quelli tecnici) chi ora ha voce in capitolo (Gallo, Scipioni, Tempestilli) sarebbe necessario parlasse ai tifosi.