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Reggina: la vena di Denis e la sorpresa guardando all’anno scorso

Due rigori sbagliati a trentanove anni possono fare meno male sul piano del morale. Possono, però, minare alle certezze di chi può anche pensare che forse è troppo tardi per provare certe delusioni.

Questo, però, non è un problema di German Denis. I fallimenti dal dischetto lo hanno indotto a lavorare di più, a sbattersi per la squadra, a sgomitare con i difensori avversari.  Come un ragazzino.

Ed è come un ragazzino che ha esultato per quel primo gol dopo dieci giornate arrivato contro il Brescia.  Una rabbia ed una carica che vengono ‘tradite’ da quella vena in vista sul collo al momento dell’esultanza.  A Roma è diventata famosa quella di Daniele De Rossi nelle sue esultanze. Per il popolo giallorosso è diventata una sorta di simbolo del suo attaccamento.

Quello che, forse un po’ a sorpresa, nel tempo i tifosi stanno scoprendo nell’argentino arrivato solo un anno fa.   Tra Denis e Reggio è stato colpo di fulmine.  L’amore tra le parti è costante.  Nei tifosi che lo sostengono quando le cose vanno male e in lui che, ogni volta che lo intervistano, ribadisce che gli manca vedere i supporters sugli spalti. Anche quando non glielo chiede nessuno.

Quest’anno il gol non arrivava.  Alla fine, però, le reti vanno sempre dai bomber.  Lo scorso anno furono 12 per lui (in 22 presenze).   La sorpresa è che l’anno scorso la prima rete arrivò dopo undici giornate, quest’anno dopo dieci.

Un anno fa ci fu una preparazione partita in ritardo  e qualche infortunio a generare problemi. Quando però iniziò a segnare la Reggina chiuse il campionato.  Mimmo Toscano si augura che gli eventi, almeno in parte, si ripetano.