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Reggina: Toscano non ha più colpe di altri, ma tocca a lui dare la scossa

di Pasquale De Marte –   Tocca a Mimmo Toscano dare una scossa a questa Reggina, prima che siano altri eventi a darla. E che magari sia lui stesso a subirla.

 Qualora però non sia chiaro, è meglio sottolinearlo:  ove si mettesse Mimmo Toscano alla porta, il suo successore non sarebbe Massimiliano Allegri.  Così come non sarebbe un guaritore in grado di cancellare con l’imposizione delle mani la caterva di infortuni abbattutasi sulla squadra o un mago in grado di allontanare la cattiva stella che accompagna gli amaranto da inizio stagione.  Previsioni finanche ovvie, ma ribadirle può aiutare a leggere il momento con maggiore lucidità.  A freddo e senza  la connotazione umorale del novantesimo.

Sì, perché questo è il giorno dopo di una partita in cui la Reggina non ha mai tirato in porta.  Ma è anche il ‘day after’ di una sfida in cui, per quarantacinque minuti, la squadra di Mimmo Toscano, privo di sei (6!) giocatori  (Sette dopo l’infortunio di Rossi),  ha controllato con grande personalità un avversario costruito con tre volte il budget amaranto.  Un avversario che in panchina si permette il lusso di tenere in panchina Barillà, uno che, sempre per intendersi, la Reggina non si è potuta permettere.  Senza dimenticare che al Brianteo  la truppa amaranto è arrivata, per usare un eufemismo, rimaneggiata.

Sì, perché nelle mire iniziali Rossi, Rolando,  Crisetig, Faty e Menez sarebbero stati titolari.  Charpentier e Vasic sarebbero stati quantomeno alterative per ostacolare una difesa composta da Paletta e Bellusci e che, qualora non bastassero numeri e curriculum dei due,  oggi, numeri alla mano, è una delle migliori del campionato.

Sì, perché Folorunsho un attimo prima di essere espulso era pronto ad essere sostituito da Rivas.  Forse sarebbe già uscito tra primo e secondo tempo, se solo ci fosse stato qualche calciatore e gli infortuni non avessero praticamente azzerato le possibilità di scelte su uomini analoghi.  Beneficiando delle cinque sostituzioni, già in altre occasioni Toscano aveva sostituito i calciatori ammoniti.

Non sono alibi. Toscano qualche colpa la ha. Ad esempio c’è la sensazione che questa squadra si sposi poco con alcune credenziali che sembravano identificative del suo gioco solo un anno fa.  Ed è solo un sospetto, che però viene acuito da una dichiarazione fatta a luglio  (era il 22 luglio, qui le parole) in cui annunciava che sul mercato si sarebbe dovuto fare poco.  In realtà si è fatto tanto.   Il torto potrebbe essere quello di aver avallato scelte che magari gli sono piaciute poco. Ma è solo un’idea.    Poi, infatti, ci si ricorda che si parla di un gruppo di lavoro che ha dominato la C dell’anno scorso e qualche dubbio va via.  E se le cose fossero andate bene, forse nessuno sarebbe andato a riprendere quelle dichiarazioni.

Rendere Toscano bersaglio e agnello sacrificale e calamita di tutte le colpe, è una soluzione troppo comoda per tutte le altre componenti.  A partire dalla squadra.

Toscano, però, l’anno prossimo compirà 50 anni  e sa come vanno le cose nel calcio, ambiente in cui è da una vita.  Le  sconfitte consecutive sono quattro e non potranno andare avanti all’infinito.   Bisogna invertire il trend al più presto.  Pur non essendo lui l’unico responsabile dell’ultimo periodo negativo, serve una scossa.

Potrebbe essere un episodio positivo, quello che fino ad ora non è mai arrivato (a parte il rigore con il Pescara).

Ma se non arriva non ci si può limitare ad attenderlo.  Un discorso ad effetto, un cambio di modulo, una scelta apparentemente illogica.  Un punto di rottura. Tocca a lui individuarlo.  Le cose sono certe sono due: che non si sottrarrà mai dal prendersi le sue responsabilità (altri allenatori in passato a Reggio le hanno spesso delegate per lavarsi la coscienza) e che di lui i tifosi della Reggina possono fidarsi fino in fondo.