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Reggina, Menez falso ‘nueve’? Possibile, ma difficile

Jeremy Menez, in un’intervista al Corriere dello Sport, ha dato l’idea di non avere problemi rispetto all’occupare una posizione in campo anziché un’altra.

Nel corso della sua carriera ha, ad esempio, più volte occupato la casella di centravanti atipico.  Un po’ come fece Totti alla Roma in una parte della sua carriera. Di fatto è andato a coprire quella mansione che un neologismo del calcio moderno etichetta come “falso nueve”.

Il termine spagnoleggiante proviene dal Barcellona di Guardiola, dove il tecnico ogni tanto collocava Lionel Messi a fare il riferimento centrale. Una mossa che spesso metteva in seria difficoltà arcigni difensori centrali, messi in difficoltà dall’imprevedibilità e dal passo di attaccanti che, rispetto ai centravanti veri, non danno punti di riferimento.

Paragonare Menez a questi mostro sacri  nella dimensione della Serie B non  è un atto di lesa maestà. Tuttavia, ad oggi appare difficile che Mimmo Toscano opti per una scelta di questo tipo.

Più volte l’allenatore ha chiesto al francese di andare a ricevere palla in una zona arretrata del campo, soprattutto nel circostanze in cui veniva inibita la primaria fonte di gioco, ossia Crisetig.

Mettere, inoltre, Menez a fare il centravanti equivale a perdere un portatore di palla nell’economia del gioco. E questa Reggina che non fa certo del ritmo indiavolato uno dei suoi punti di forza non può permettersi di lasciare agli altri la possibilità di controllare il ritmo.

Diverso sarebbe se in queste due settimane Mimmo Toscano avesse iniziato a pensare ad una Reggina diverse da quella vista fino al momento.