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Calcio a rischio crac per il Covid, tegola anche sulla Reggina. Iaria (Gazzetta): ‘Alla B venti milioni in meno’

Il reggino Marco Iaria, uno dei massimi esperti di economia calcistica a livello nazionale, è stato ospite di Strilli Amaranto (la trasmissione di Strill .itche va in onda ogni giovedì alle ore 19).

Il giornalista della Gazzetta dello Sport ha parlato della situazione difficile che attraversa il calcio al tempo del Covid.

Qui il video del suo intervento, di seguito l’articolo.

“Il calcio – ha evidenziato –  può ancora reggere poco con le porte chiuse. Metà società di Serie A rischiano di saltare. Tutti i costi che sono stati e sono tutt’ora sostenuti dal sistema calcio, dalla Serie A alla Serie B, sono stati parametrati sul livello di ricavi costantemente in crescita a livello mondiale nazionale”.

Oggi il sistema sembra mancare la mancanza di unità d’intenti. “Il fallimento – ha spiegato –  è a livello internazionale. Il presidente della Federcalcio Gravina ha scritto a tutti i presidenti delle federazioni europee. In un contesto come la Champions League una misura come la riduzione del livello degli stipendi, ad esempio solo in Italia, comporterebbe un crollo ulteriore della competitività a livello internazionale. Lì però ci sono interessi che confliggono. Basti pensare alle voci che si rincorrono sull’ipotesi di una Superlega e una rivoluzione del format delle competizioni. Io temo che si vada sempre un allargamento sempre più marcato tra i valori dell’élite del calcio che resiste a tutto grazie ai grandi marchi”.

Il Paese è in ginocchio. Il calcio non scherza e molti presidenti provano a mettere in sicurezza le proprie società. “Stiamo parlando – ha spiegato –  della sopravvivenza di un’azienda, perché questo è. Ci sono società di Serie A che rischiano di saltare. In questo squadro o tu concepisci un modello valido per tutti europeo ed internazionale per cui tutti gli stipendi vengono ridotti in funzione del livello delle entrate o se ognuno va per conto suo e chi è più grande resiste. Tutte quelle squadre italiane che dipendevano dalle plusvalenze potrebbero pagare se pensate a cosa è successo nell’ultimo mercato”.

La Serie B, campionato disputato dalla Reggina, si basa essenzialmente su tre fonti di reddito.  Il botteghino (azzerato dalle porte chiuse), la mutualità (ossia quanto la Serie A destina alla B dai propri introiti)

“La Serie B  – ha puntualizzato Marco Iaria – sta messa molto male. C’è un problema che riguarda la cascata a mutualità. I diritti televisivi prodotti dalla Serie B sono minimi. Tutte le società non possono fare a meno di ciò che versa la Serie A. Già è ridotta rispetto alle richieste della Lega di B. Si parlava di una ventina di milioni in meno rispetto ai patti. La mutualità è circa 60 milioni. Dovevano essere 78-80 milioni”.

Cifre che, ovviamente, vanno divise per 20.  Si immagini una squadra come la Reggina che, in tempi normali, e con una media di dieci-quindici mila spettatori, avrebbe quasi potuto finire in pareggio  pur avendo un budget di circa dieci milioni.  Quest’anno, invece, toccherà al presidente Gallo mettere ancora mano al portafogli.

E i problemi per le altre società arrivano anche dalla passata stagione. “L’ultima rata  – ha rivelato Iaria – della mutualità dell’anno scorso  dell’anno scorso la Serie A non l’ha pagata.  Bisogna vedere come va quest’anno e tutto questo ha un impatto sulla Serie B. Non si sa come terminerà il campionato e con quale formula, se i due broadcaster verseranno quanto dovuto alla massima serie. In questa fase sono a rischio i diritti tv della Serie A ed anche quelli della Serie B”.

Società di seconda o terza serie pagano lo scotto della crisi economica derivante dal Covid. “Il calcio di alto livello  – ha proseguito Marco Iaria – non ha avuto grandi contraccolpi. Ma le aziende più legate al territorio che sponsorizzano e finanziano le società di B e C hanno già rivisto parecchi contratti di sponsorizzazioni, perché parecchio colpiti dalla crisi. B e C soffrono maggiormente in termini di mancati introiti sul fronte commerciale. E neanche in B mi risulta un accordo collettivo sugli stipendi”.

E all’orizzonte c’è la scadenza del 16 novembre.  Ogni società dovrà essere in regola con i pagamenti.  Il sistema calcio sa già che tante società non potranno rispettarlo. “Allo studio – ha affermato Marco Iaria –  c’è una sorta di flessibilità. L’obiettivo è non essere così netti nel fare corrispondere un mancato rispetto della scadenza ad una penalizzazione. La federazione sta studiando una formula che eviti una penalizzazione. Non sappiamo ancora se si tratterà di una proroga, ma di sicuro stanno lavorando”.