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(VIDEO) Reggina, Soviero: ‘Pavarini avrebbe fatto solo la C2 senza Mazzarri, i tifosi mi hanno commosso’

Salvatore Soviero a Reggio ha giocato solo un anno.  Nessuno, però, lo ha dimenticato.

Ai microfoni di Strilli Amaranto (in onda ogni giovedì alle 18.45) ha raccontato un’annata dove avrebbe voluto dare di più, pur essendosi tolto soddisfazioni importanti.

Reggina: Soviero ricorda gli anni a Reggio

“Mi veniva preferito – ricorda –  Pavarini quando le cose andavano bene. Ho iniziato a giocare con la Juve che doveva sancire la mia esclusione dalla squadra. Ho fatto sei vittorie: quattro vittorie e due pareggi. Di cui successo a Roma, Juve, vittoria a Bergamo con l’Atalanta e poi abbiamo perso a Bologna. Dopo che sono stato espulso non mi ha fatto rientrare. Io la chiamo malafede”.

Il collega era stato portato a Reggio dall’allenatore dell’epoca dopo la comune esperienza a Livorno.

“La mia carriera – dice Soviero  –  non è che la invento: è quella. Pavarini, con tutto il rispetto, senza Mazzarri avrebbe fatto solo la C2″.

All’orizzonte la sfida tra due sue ex squadre: la Reggina e la Salernitana. “A Salerno  – sottolinea – non sono contenti. Possiamo considerarla una piazza anonima rispetto a Reggio Calabria, dove se hai anche problemi con la proprietà i tifosi rispendono bene. Lì c’è una grossa frangia di persone che non appoggia la squadra, ma non perché non amino la squadra ma perchè contestano la società. Per il bene che voglio ad entrambe mi auguro ci sia un buon inizio per tutte e due”.

Soviero cita l’aneddoto della passata stagione

E sul nuovo corso societario amaranto: “”Quando hai soldi da investire sono tutti bravi. Se scegli nella prima fascia è più facile vincere. Rispetto alle altre squadre sei più avvantaggiato. Puoi comprare il meglio che c’è sulla piazza. La C è più difficile rispetto alla B. Vai in campi, non per denigrare qualcuno, dove per una squadra che è abituata a giocare in palcoscenici importanti non è facile andare”.

Su Plizzari: “Essere giovani e giocare in una squadra forte è più facile che giocare in una squadra per salvarsi. Quando hai qualità e cresci nella qualità puoi solo migliorare”.

“Ho un ricordo – rivela – di Reggio fantastico. Ero a Rieti l’anno scorso. La partita non si è disputata, ma i tifosi amaranto sono venuti comunque numerosi. Ricevere il loro saluto affettuoso per me è stato commovente. Sono un po’ particolare, sembro con la scorza dura, però alla fine sono un romantico.