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Reggina: le parole di Taibi che valgono più dell’acquisto di Rami e Menez

E’ un mercato scintillante quello che la Reggina sta conducendo.  Gli arrivi di Rami e Menez (e forse di un altro colpo ad effetto) si sono prese le pagine principali dei quotidiani nazionali.

Acquisto, per il momento, mediatici e che si portano qualche incognita dietro. Tuttavia, la consapevolezza è che ove questi calciatori di alto profilo dimostrassero anche solo in parte ciò che hanno fatto al top della loro carriera la Reggina avrebbe le carte in regola per giocare la B da protagonista assoluta.

In attesa che il campo chiarisca l’effetti valore della rosa, degli acquisti fatti e di quelli che verranno fatti, c’è un punto su cui soffermarsi.

Taibi ha parlato alla Gazzetta del Sud

Quello che riguarda alcune dichiarazioni rese da Massimo Taibi ai microfoni della Gazzetta del Sud.

Parole che mettono a tacere qualsiasi speculazione rispetto all’idea che gli amaranto stiano facendo il passo più lungo della gamba.

“Grazie al presidente Gallo, la Reggina – ha detto il direttore sportivo –  è un club solidissimo e molto ambizioso, ma ci tengo a ribadire che i movimenti di mercato vengono portati avanti in maniera ponderata, senza spese folli, nel pieno rispetto di risorse e budget”.

Parole che evidenziano come la Reggina, al di là degli acquisti da copertina, stia agendo con raziocinio e che ogni movimento subordinato all’effettiva capacità di spesa.

Reggina: si lavora con raziocinio

Nino Barillà, ad esempio, è stato un calciatore che la Reggina ha potuto permettersi.

Acquisti come Rami e Menez (e magari di un altro elemento di caratura internazionale) sono resi possibili da una serie di contingenze, determinate anche dagli sgravi fiscali determinati dal Decreto Crescita.

Portare o riportare in Italia un calciatore che è da almeno due anni fuori equivale a poterlo prendere con importanti benefici relativi ai costi al lordo.

Si tratta di uno stratagemma che anche i grandi club utilizzano. Si pensi, ad esempio, al fatto che Cristiano Ronaldo ha abbracciato la Juve anche per i vantaggi fiscali previsti dalla legge che ha avuto e e per la possibilità della società di contenerne il costo dell’ingaggio a bilancio (Tasse comprese).