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Reggina: niente ansia, ma la scissione è quasi inevitabile

Che il telefono di Taibi sia caldo non vi è dubbio alcuno. A chiamarlo sono tanti procuratori che propongono i loro assistiti per il progetto amaranto, ma non tutti hanno un profilo compatibile con le esigenze del club del patron Gallo e per le necessità tecniche di Mimmo Toscano.

Lo è, però, anche perché ci sono diversi giocatori che sono in uscita e godono della stima di decine di club di Serie C.

Niente fretta, ma esigenze chiare

Le pretendenti chiamano, chiedono quanto percepiscono e sottolineano la volontà di prendere chi gli interessa.  A quel punto, però, subentrano due problematiche. In qualche caso c’è chi prende troppo e a quel punto la Reggina, al momento, non ha alcuna intenzione di contribuire alle uscite.

In altri non c’è la volontà dei diretti interessati di accettare la destinazione che gli viene profilata o addirittura la mancanza di voglia di lasciare Reggio.

Una soluzione è, però, nell’interesse di tutti che si trova.  La Reggina auspica che i calciatori messi davanti alla realtà dei fatti e dunque all’esclusione del progetto facilitino le operazioni.

Reggina: evitare un gruppo pletorico

Rifiutare una proposta può equivalere a perdere l’unico treno che passa.  La C ha le rose bloccate e le squadre che possono prendere over come quelli che la Reggina può mettere in uscita sono davvero poche.

L’obiettivo comune è che, alla fine, si possa scongiurare la scissione. 

Si, perché con gli arrivi che iniziano a concretizzarsi, Mimmo Toscano rischierebbe di trovarsi ad allenare 30-35 calciatori.

A quel punto si potrebbe operare una scelta destinata a dividere la rosa in due blocchi. Quella dei confermati e quella dei calciatori in partenza, destinati ad allenarsi su un altro campo del Sant’Agata.

Rischierebbe, però, di essere un’arma a doppio taglio, alla luce del fatto che certificare situazioni ancora non definite in uscita, potrebbe anche spingere le pretendenti ad abbassare la posta sugli ingaggi, confidando in un intervento amaranto.

Non resta, però, che attendere per capire cosa accadrà davvero.