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Reggina: sognare non costa nulla, ma c’è un ‘non detto’ pericoloso…

di Pasquale De Marte – Se a dicembre 2018, possibilmente prima del 20, qualcuno avesse detto ad un tifoso della Reggina che nel 2020 avrebbe giocato la B con Menez e Lafferty in squadra si sarebbe fatto una risata amara.  Il baratro era lì.

Quando si parla del nuovo corso della società amaranto bisogna sempre partire da quel presupposto.  Ricordare quanto  è stato fatto risulterebbe pleonastico, alla luce del fatto che è ben chiaro cosa la Reggina fosse  e cosa è adesso.

La nuova proprietà è ambiziosa, ha progetti a lungo termine e può fare grande il club. Il rischio è che, però, l’idea che, forse per la prima volta, si benefici di una proprietà con capacità di investimento finisca per essere motivo di pretese su risultati e strategie.

Barillà ha mosso qualche pensiero

Un esempio? Nino Barillà va al Monza e si scatenano due anime. Quella di chi manifesta malcontento (a torto!) per un calciatore pronto a firmare un contratto a cifre da Serie A con un club che ha alle spalle una delle proprietà più importanti d’Italia.

La Reggina non l’ha mai cercato o gli ha comunque fatto una vera proposta.  Sapeva che strapparlo al Parma e offrirgli un accordo adeguato (aveva ancora due anni) sarebbe stato un orizzonte fuori portata per le casse amaranto.  Fu Massimo Taibi a dichiararlo pubblicamente. E c’è da giurare che se, per caso, dallo Stretto fosse arrivata una proposta anche di un 20-30% inferiore il diretto interessato non avrebbe avutodavuto nel tornare a casa, legato come è a Reggio e alla Reggina.

Bene, forse sarebbe il caso di dire un po’ di “non detto”. Nel senso di verità che si preferisce non dire  o mettere da parte per evitare di buttare acqua sul fuoco dell’entusiasmo.

La Reggina ed il budget

Non serve essere nei meandri del calcio per sapere che la forza economica del Monza è fuori portata per la Reggina. Si mormora che Galliani avrà un budget tra i 30 ed i 40 milioni per la squadra

Un’altra parte di “non detto” è che il club amaranto non sarà né sul podio, né nella top 5 delle squadre che spenderanno di più nella prossima stagione.

E’ il momento di specificarlo perché si guarda quasi con sospetto al fatto che si punta su prestiti e svincolati.

Andando a guardare i budget delle squadre della passata stagione si può tranquillamente dire che la Reggina non arriverà a sfiorare i 14,2 milioni spesi dal Benevento per il monte ingaggi lordo. Sicuramente neanche i 13,5 del Frosinone, i 13 della Cremonese e o i 12 del Chievo. E proprio nei giorni scorsi è emerso che la Salernitana potrebbe arrivare a mettere 14 milioni sul piatto per la prossima stagione.

E, attenzione, perché dalla C sono salite per l’appunto il Monza e il Vicenza di Renzo Rosso (decimo uomo più ricco d’Italia nel 2018, patrimonio stimato 4,1 miliardi di euro). Senza dimenticare che la Spal retrocederà con un paracadute da 25 milioni, il Lecce da 10 e il Brescia venderà Tonali per 40 o 50 milioni.

 

Sognare si può ugualmente

La Reggina dovrebbe restare su cifre inferiori.  Sul mercato avrà potenzialità economiche da squadra di buon livello, ma non da primato. Il tutto aspettando il campo.

Ai più potrebbe essere sfuggito che né Mimmo Toscano, né Massimo Taibi hanno alzato troppo l’asticella quando si è trattato di parlare di obiettivi per la prossima stagione.

Di certo c’è che se, con questi concorrenti, si immagina che si possa fare la voce grossa sul mercato, si è fuori strada.  Questo non vuol dire che non arriveranno altri colpi ad effetto ove si palesassero le condizioni giuste. Si può operare con giudizio e mirare a fare una campagna acquisti che possa portare la Reggina a fare un campionato importante.  Importante quanto? Lo dirà il campo.

Spendere non equivale a vincere, ma è più probabile che vinci se spendi. La Reggina, però, già lo scorso anno si è messa alle spalle squadre che, come Bari, Ternana e Catanzaro, avevano monti ingaggi superiori. E, per ironia della sorte, lo scorso è andata in Serie A una squadra come il Crotone che, come gli amaranto, non era né sul podio delle alto-spendenti, né nella top 5.

Nessun pensiero dorato è precluso, ma mettere in chiaro il “non detto” equivale a misurare nel modo giusto i movimenti di mercato e gli eventuali risultati.  Sognare, però, non costa nulla e questa società ha già fatto realizzare diversi sogni a Reggio Calabria.