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Il calcio incrocia le dita, in casa Reggina può scattare una vera e propria caccia all’abbonamento

Si tiene sotto controllo la situazione legata all’epidemia, ma a settembre si potrebbero aprire gli stadi.

Si aprono le discoteche, si inizia a rivedere qualche spettacolo all’aperto. E, di fatto, anche il calcio lo è. Ecco, perché l’Italia del pallone incrocia le dita affinché già a settembre si possa rivedere la gente negli stadi.

L’augurio è che, da qui ai prossimi mesi, non si verifichino peggioramenti della situazione epidemiologica. A quel punto diventerebbe concreta l’ipotesi di una riapertura degli impianti.

Il tutto ovviamente a capienza ridotta, in maniera tale da poter far rispettare il distanziamento sociale, e soprattutto con soluzioni che scongiurino assembramenti durante gli ingressi, le uscite e gli afflussi di migliaia di persone.

Gli ultimi rumors parlano di una capienza che potrebbe equivalere al 30% di quella totale.  In uno stadio come il Granillo si parlerebbe di 8500 posti disponibili.

Più ottimista, invece, la previsione del Ministro Spadafora che parla addirittura del 50%.

Inevitabile immaginare che il clima d’entusiasmo esistente e l’ipotesi di una carenza di tagliandi per ogni singolo match genererebbero uno stadio fatto di soli abbonati. Ecco, perché si scatenerebbe una vera e propria caccia alla tessera, considerata la disponibilità limitata.  Circostanza, per la quale, i vecchi abbonati avrebbero eventualmente una prelazioni.

Il rischio, però, di nuove chiusure potrebbe imporre anche soluzioni commerciali che consentano il pagamento di partita in partita a quanti si saranno garantiti una posizione di privilegio nella prenotazione dei posi.

Si tratterà, comunque, di problemi che riguarderanno un po’ tutte le squadre italiane.