Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, Reggi: ‘Capì subito di essere arrivato in una città incredibile’

Reggina, Reggi: ‘Capì subito di essere arrivato in una città incredibile’

La papera di Francesco Toldo valse un gol di Gustavo Reggi in uno storico Reggina-Fiorentina finita 2-2.

Era l’esordio storico in massima serie per gli amaranto al Granillo.

L’argentino ai microfoni di Reggina Tv ricorda quegli anni. “La Reggina – rivela – è stata la mia prima esperienza in Italia. Una squadra del Sud con grande tifosi. Sono momenti difficili da dimenticare quelli che ho vissuto a Reggio Calabria”.

 

“I tifosi  – ammette – mi entusiasmavano. Erano molto gioiosi di vedere la Reggina in Serie A. Sono arrivato e per prima cosa mi sono piaciuti città e tifosi con la presentazione sul lungomare. In Argentina non si fa la presentazione della squadra, per me era qualcosa di nuovo. Ricordo che Ciccio Cozza mi disse che avrei dovuto parlare, ma non parlavo italiano. Mi ha detto di dire che dovevo essere molto contento di essere a Reggio e niente più (ride ndr)”.

“Sono salito sul palco  -prosegue – e ho visto che c’era tantissima gente sul lungomare. Non capivo fino a dove arrivasse quella marea umana. In Argentina conoscevamo il Sud per Maradona a Napoli, però Reggio è stata forse sopra le aspettative”.

“Quando abbiamo iniziato ad allearci al Sant’Agata  – racconta – c’erano 2500 persone a vederci. Lì ho capito che ero arrivato in una squadra incredibile con tifosi straordinari. Avevamo Pirlo, Baronio, Ciccio Cozza”.

“A Reggio – prosegue – è nato il mio primo figlio. Da quel momento la città ha avuto un posto privilegiato nei miei ricordi. Ho tanti amici e adesso ci sentiamo grazie alla tecnologia. Vorrei tornarci con mio figlio così conosce la città. Quando ero libero prendevo un gelato sempre all’inizio del lungomare, andavamo spesso al ristorante di Giovanni Morabito però ci faceva pagare (ride ndr). La seguo sempre e vorrei che non sia in Serie B, ma Serie A. Spero possa fare un altro campionato da primato”.

A Reggi brillano gli occhi quando parla di Reggio, nonostante i pochi gol. “Sono andato al Las Palmas e ho fatt 12 gol, poi con il Levante 13, poi 15. Mi dispiace non averli potuto fare a Reggio. Alla Reggina ero felice e solo sotto il profilo realizzativo le cose non mi sono andate bene, anche per il modo di giocare. C’erano tanti giocatori con ottimi piedi, ma giocavamo con il 5-4-1″.