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Reggina, Menez a cuore aperto: ‘Da due anni avevo perso la passione, a Reggio tornerò quello che ero’

Se Jeremy Menez è arrivato a giocare in Serie B.  Qualcosa è andato storto. Il primo ad ammetterlo è lui, da ex astro nascente del calcio mondiale.

“Io – rivela a Reggina Tv-   non mi nascondo. So che l’ho voluto io. Avevo perso da due o tre anni la passione che avevo prima. La passione di lavorare duro per arrivare il sabato e stare bene al 100%. E’ per questo che la mia parabola era in discesa”

Reggina: Menez ha voluto Reggio Calabria

A Reggio Calabria trova un ambiente che è pronto ad accoglierlo come un re. “Avevo – rivela –  bisogno di questo per ritrovarmi e per sentire la passione. La passione è la prima cosa che ti dà voglia di lavorare duro tutti i giorni. In Italia questo l’ho sempre sentito. Soprattutto qui per dare il massimo e fare sognare la gente”.

Lo scorso anno pochi mesi al Paris Fc. Un’avventura iniziata a stagione iniziata e interrotta dal coronavirus. “Sono arrivato  – spiega – e la squadra era ultima in classifica. L’obiettivo era la salvezza. Io e tutta la squadra ci siamo riusciti. Di questo sono contento, ma so cosa posso dare se sto bene fisicamente. Ho ritrovato voglia e passione. Dopo questo il calcio diventa un gioco”.

E’ un Menez che mostra umiltà nella voglia di mettersi in gioco. Non falsa modestia. Il primo a sapere che le sue sono caratteristiche fuori dal normale è lui. “Ho – puntualizza –  zero dubbi sulle mie qualità del campo. Qui andremo a vedere un Menez che abbiamo visto in Italia tre o quattro anni fa. Avevo perso la passione, ma per colpa mia”.

Gli viene ricordato che nei due confronti contro gli amaranto in A ha offerto due assist vincenti.  “Con la maglia della Reggina, quindi, dovrò  – scherza  – segnare  e fare anche passaggi vincenti”.

Reggina: Menez-Gallo già rapporto solido

Si è già creato un rapporto di empatia con il presidente Luca Gallo. “Sono uno – spiega Menez – a cui piace il rapporto umano. Potete chiederlo a mio  fratello, subito ho sentito che il mio percorso avrebbe dovuto portarmi a Reggio. E’ una grande persona e grazie a lui ed ai giocatori oggi la Reggina è tornata in Serie B. Oggi il nostro obiettivo è andare in Serie A, però piano piano”.

Menez ha un agente italiano, ma chi lo segue da sempre è il fratello. “Siamo molto legati . svela –  da quando siamo piccoli. Mi ha aiutato molto. Oggi fa il mio procuratore, siamo contenti”.

Tanti tatuaggi sul corpo. “Sono – specifica – i nomi della mia famiglia: mia mamma, mio padre, i miei figli e mio fratello”.

Reggina: Menez è soprannominato Houdini

Per la sua capacità di nascondere il pallone agli avversari con finte e controfinte, gli è stato affibbiato il nome di un prestigiatore. “Il soprannome Houdini  – ricorda – nasce a Roma, quando un giornalista mi ha chiamato così”.

“L’Italia mi mancava tanto, tanto. Mi sento a casa. “Hachim è uno che ho conosciuto quando era più piccolo. E’ uno che ha tanta qualità e nella carriera di un giocatore, a volte, c’è bisogno di fiducia, di giocare e di sentirsi bene. Non deve ascoltare la gente attorno. Deve pensare solo alla sua carriera. Le qualità ci sono e non ho dubbi. Spero di aiutarlo”.

Menez ha già dato disponibilità a giocare in più posizioni. “Ho già sentito – spiega –  il mister Mimmo Toscano, spero di vederlo presto. Mi basta sentire amore e fiducia e posso giocare ovunque. Ho ricordi bellissimi di Ancelotti, Spalletti, Ranieri. Ognuno ha il suo carattere però sono stati bene con tutti”.

E una promessa ai tifosi:”Darò tutto per rendere felici tutti quanti”.