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Reggina, questione Gallo: quando ‘posso’ è diverso da ‘devo’

“Quando avrò portato la Reggina, posso andare via”. E’ più o meno questa la frase che il presidente Gallo ha più volte ribadito in occasione delle sue interviste.

Da quasi due anni sostiene che riportare gli amaranto in massima serie è una sorta di espiazione per un qualcosa avvenuto nel passato.

Non lo rivelerà fino a quando non avrà compiuto la sua missione di riportare il club amaranto nel Gotha.

Il pensiero, però, che una volta arrivato possa equivalere a quello dell’addio a Reggio Calabria quasi inquieta i sostenitori amaranto.

Attenzione, però, all’aspetto lessicale e semantico.   Gallo dice che una volta raggiunta la Serie A ‘può andare via, non  ‘deve’.

Nel senso che avrà portato a compimento l’obiettivo minimo che si è prefisso ed eventualmente potrebbe lasciare, in un certo senso, avendo trovato redenzione.

L’idea che il patron possa lasciare la Reggina sul più bello probabilmente, in questo momento, lo sfiora solo come ipotesi remota.

Non a caso Gallo sta pensando al futuro del club.  Parla di settore giovanile e di un capitano nato e cresciuto a Reggio Calabria. Ci vorranno, forse,  diversi anni da ora in avanti affinché resista nell’intento.

Parla di stadio e, con buona probabilità, non sarà certo progettato e finito domani.

Parla di 70% di progetto portato a compimento una volta arrivati in Serie A.  Difficile che lasci, eventualmente, il 30% che serve a completare l’opera ad altri.