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Reggina: il dilemma dei ‘giocatori bandiera’ e della matricola, i casi provenienti dal passato e il regolamento

Negli ultimi giorni i tifosi della Reggina si sono infiammati per i possibili ritorni di calciatori come Antonino Barillà e Simone Missiroli.

Calciatori ormai affermati in Serie A che sarebbero sicuramente un valore aggiunto per la squadra di Mimmo Toscano.

Avrebbero, però, un quid che li renderebbe ancora più appetibili. Sarebbero, infatti, calciatori bandiera.

Sarebbero, in sostanza, giocatori che andrebbero ad occupare la lista C che consente di avere due elementi ‘over’ che siano stati tesserati per il club che li mette in rosa per quattro stagioni consecutive.  Vengono ritenuti validi anche gli anni del settore giovanile.

In sostanza si potrebbero avere altri due giocatori esperti, senza andare ad occupare alcuna casella dei diciotto previsti nati entro il 31 dicembre 1996. Si può, invece, avere un numero illimitato di calciatori nati dopo l’1 gennaio 1997.

Missiroli e Barillà sono cresciuti e hanno giocato in una Reggina che aveva una matricola diversa da quella attuale.  Ci sono, perciò, arrivate delle mail che chiedevano chiarimenti sull’ipotesi che in base a questo i due potessero non essere considerati calciatori bandiera.

La giurisdizione sportiva, si sa, a volte lascia spazio ad interpretazioni.  L’unico metro di giudizio valido resta quello legato ai casi del passato.

Ebbene, Toti Porcino e Mattia Licastro hanno giocato nella Reggina post fallimento.  I due, cresciuti nel settore giovanile della Reggina, calcio facevano si che la società beneficiasse di un premio di valorizzazione maggiorato in ragione del fatto che fossero cresciuti nella stessa società.

Fatto di cui se ne parlava già nel 2018 (leggi qui.)

In sostanza la Figc riteneva che il cambio di matricola non fosse un parametro che alterasse la naturale prosecuzione sportiva tra la Reggina non iscritta nel 2015 e quella rinata poche settimane dopo. A maggior ragione dopo l’accordo che ci fu tra i Praticò e la curatela fallimentare che deteneva ciò che restava del club di Foti.

Volendo, però, andare a guardare in casa d’altri si può fare menzione di ciò che è successo a Parma. Alessandro Lucarelli nella stagione 2017-2018 è stato considerato un giocatore bandiera nella composizione della rosa dei ducali.

E’ vero che l’ex capitano amaranto ha giocato dieci stagioni in Emilia, ma quella in cui si affacciava nuovamente in B era soltanto la terza post fallimento.

Questo certificava il fatto che veniva considerato bandiera nonostante il requisito minimo si componesse attraverso un’esperienza divisa tra ‘ due Parma’ con matricola diversa.

Si tratta, comunque, di un parametro che potrebbe essere a discrezione della Lega.  Sempre il Parma, ma  l’anno dopo in Serie A, ebbe modo di tesserare due calciatori cresciuti nel settore giovanile: Gazzola e Sprocati.

In quel caso gli organi di valutazione della massima serie decisero che non potevano essere considerati giocatori bandiera.