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Reggina, il 30% è arrivato. Gallo adesso punta all’altro 70%

di Pasquale De Marte – “La promozione è in Serie B è il 30% del mio progetto sportivo. Nemmeno la metà”. Sono le parole con cui Luca Gallo si era presentato un anno e mezzo fa a Reggio Calabria e ai tifosi della Reggina.

Parole che incendiarono l’animo dei tifosi della Reggina, ma che facevano storcere il naso ai più critici. In fondo la storia del calcio  è piena di filibustieri che passano senza lasciare il segno.

Gallo: uno da 100% per la Reggina

Il segno, Luca Gallo, invece, l’ha già lasciato.   Il 30% è già in bacheca.  Lui, però, è uno da 100%. E’ stato uno da 100% nel momento in cui un pezzo dopo l’altro ha inteso andare a prendersi qualsiasi 0,1% che ancora non gli appartenesse del pacchetto azionario.   Le dichiarazioni dello “0-0” non gli piacciono, non a caso parla poco e se lo fa lo annuncia con un preavviso di un paio di settimane. Come si fa con con un evento e onestamente di conferenze banali della presidenza al momento non vi è traccia.   Prendere o lasciare. E i tifosi della Reggina, in questo momento, prendono volentieri.

Così come si prendono la Serie B e così come non vedono l’ora di prendersi l’altro 70% del progetto sportivo di Luca Gallo. Anche adesso che le cose sono destinate a farsi difficili, il livello della concorrenza si alza e la raggiungibilità di ogni obiettivo diventa più impegnativa.

Ma cosa è l’altro 70%?  L’altro 70% è la Serie A, ma non solo. Al prossimo campionato di B  parte con l’intenzione di essere protagonista. Dalle parti di Via Osanna “l’importante è partecipare” è un proposito che viene mandato al diavolo. Come Gallo stesso ha detto, nel momento in cui la Reggina, per qualche motivo, non potrà partire per ambire alla prima fascia i primi a saperlo saranno i tifosi.

Reggina: presto il momento del Granillo

C’è la necessità di allestire un settore giovanile che torni ad essere un punto di riferimento per l’intera area calabro-sicula, come lo era un tempo. Un laboratorio dove costruire i calciatori da vendere solo quando se non ne sentirà più il bisogno o avrà raggiunto un livello troppo alto, perchè come Gallo ama dire, la sua squadra non sarà mai ‘vassalla di nessuno’.

L’altro 70% è dare solidità ad un club che, prima o poi, dovrà trovare il modo di stare in piedi da solo e senza il costante supporto economico della proprietà. Un traguardo che si raggiunge attraverso la consistenza del progetto sportivo, la patrimonializzazione con calciatori di valore, ma anche e soprattutto le strutture.

La Reggina ha già il Sant’Agata. Passo dopo passo si lavora a migliorarlo, a renderlo una realtà all’avanguardia.

C’è lo store, la sede.  Scelte quelle dove le logiche di risparmio, hanno lasciato spazio a quelle di investimento e di marketing. Avere maxi-loghi del club in pieno centro è costato sensibilmente più di quanto sarebbe accaduto se fossero stati allestiti in via delle Industrie, ma con ben altra visibilità.

Ma questo è tutto nel 30% o forse poco più, dato che quella dichiarazione arrivò prima che la società mettesse mano a logo, centro sportivo e tagliasse il nastro delle sue strutture nel centro storico.

Nel 70% (o poco meno), però, c’è anche il Granillo.  Gallo lo vuole in lunga concessione e non aspetta altro che dare mandato a qualcuno di mettere in piedi un progetto che lo rivoluzioni.

Manca ancora il bando. Gallo è pronto a farsi trovare pronto.