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Reggina – Ora vogliono giocare tutti, ma decide il Consiglio Federale che potrebbe dare bicicletta a chi vuole pedalare

di Pasquale De Marte – E’  passato meno di un mese da quando l’Assemblea di Lega Pro deliberava di proporre alla Figc l’interruzione dei campionati.

Mesi di stipendio risparmiati grazie ad accordi con i giocatori o cassa integrazione, costi di gestione limitati, blocco delle retrocessioni, prime tre in B.  Tutti d’accordo, tranne chi pensava di potersi giocare ancora la promozione ai play off.  La polemica era tra tre o quattro squadre  che ritenevano che dare al Carpi la promozione per merito sportivo legato alla media punti, pur essendo terzo, fosse un abuso. Ragioni condivisibili, se ci si mette dalla loro parte della barricata.

La proposta è stata rigettata dal Consiglio Federale del 20 maggio. La motivazione risiede in un solo punto e la decisione non ha preso in considerazione altro tipo di aspetto: la mancanza delle retrocessioni.

La Figc  voleva promozioni e retrocessioni, tutelando il campo

Nella prima proposta della Lega non c’era, infatti, traccia di squadre condannate a retrocedere. L’indicazione data dal comunicato della Figc era quella di elaborare soluzioni che prevedessero promozioni e retrocessioni, tutelando il merito sportivo.

Pochi giorni dopo,  il Consiglio Direttivo della Lega Pro (organismo eletto democraticamente) alla presenza del presidente federale Gravina (che qualche parola l’avrà detta) ha scelto un’altra soluzioni: cristallizzazione della classifica con promozione delle prime Monza, Reggina e Vicenza, play off facoltativi o quasi, play out e retrocessioni di chi fosse ultimo o troppo distaccato.

Anche questa era solo una proposta da portare al prossimo Consiglio Federale. Nelle ultime ore, però, è arrivata una levata di scudi da parte di società che chiedono una nuova assemblea finalizzata a evitare il congelamento delle classifiche, mettendo tutti nel calderone di play off e play out. Prime comprese.

Ognuno pensa ai suoi interessi, impossibile far decidere i club

Il presupposto è uno: i club di C possono dire ciò che preferiscono, sia in maniera unitaria che frammentaria. Le delibere le la fa il Consiglio Federale. A maggior ragione se non si portano al tavolo soluzioni condivise e di buonsenso.  Cristallizzare le classifiche senza dare le promozioni non lo è

Le loro istanze verranno valutate, ma i club  e l’assemblea di Lega conteranno poco o nulla nella decisione finale.

Basterebbe, tra l’altro, un attimo per mettere in minoranza le prime per interesse delle altre. A mettersi contro ci sarebbero, ad esempio,  le partecipanti ai play off che, di colpo, da uno si troverebbero quattro posti invece che uno per salire.  Così come quelle che vorrebbero evitare la retrocessione diretta avrebbero interesse a sostenere il fatto che non si possono emettere verdetti senza che la stagione regolare sia completa.

E’ vero che la matematica non c’è, ma compilare un’eventuale griglia play off dando posizioni di vantaggio sulla base di una graduatoria congelata non è una soluzione che tutela il merito sportivo sulla base dei risultati conseguiti. In sostanza dare vantaggi a chi è arrivato più in alto equivale a dare valenza alla classifica di prima che, per la prima, deve valere la promozione. I ricorsi delle capolista , sarebbero scontati e più che fondati. E l’orientamento federale è quello di evitare code nei tribunali.

Quale potrebbe essere un piano B che metterebbe tutti d’accordo con le spalle al muro ? Giocare tutta la regular season e accorciare il formato dei play off.  Tutti potrebbero avere l’opportunità di giocarsela sul campo. Chi vuole tutelare la propria leadership, chi vuole giocare gli spareggi promozione, chi vuole evitare i play out e chi non vuole retrocedere direttamente.

Come?  Rendendo le partite di andata e ritorno della post-season  una sfida unica. Già con questo sistema si recupererebbero quattro date.  Considerato che nei gironi A e B mancano 11 partite (8 nel C), servirebbero 17  appuntamenti in calendario.

Partendo, ad esempio, da mercoledì 28 giugno e giocando due volte a settimana ci sarebbero i margini per arrivare in fondo. E chissà che non arrivi una piccola proroga per fare la finale play off il 22 o il 23 agosto. Troppe partite? Forse, ma verrebbe a decadere l’impossibilità temporale di portare in fondo la stagione.

Tuttavia non dovrebbero giocarle tutte tutti. A quelle del girone C, ad esempio, che dovessero arrivare fino in fondo ne toccherebbero ‘solo’ 14.

Tutte le soluzioni al momento  sono ipotetiche

Un’altra soluzione potrebbe essere individuare un nuovo format degli spareggi, limitando le partecipazioni. In fondo ci sarebbe ancora tempo e spazio per andare a prendersi il quinto, il sesto, il settimo o l’ottavo posto. Dunque la valenza del campo non sarebbe in discussione, anche perché a ben guardare le classifiche i margini più ampi sono quelli tra le prime e le seconde in tutti e tre i gironi e il distacco delle ultime tre dalla quartultima nel C. Tutte le altre posizioni, graduatoria alla mano, sono più facili da attaccare.

Troppi costi ? Forse.  Ma c’è chi non vuole far fare andare in B le prime, tutti vogliono giocare i play off e  nessuno vuole retrocedere senza giocarsela sul campo.  Insomma se qualcuno vuole la bicicletta, Gravina potrebbe essere pronto a dargliela.

Finire il campionato, tra l’altro, è una soluzione già benedetta anche da Monza, Reggina e Vicenza.

E’ una soluzione ipotetica, come tutte quelle paventate fino al momento,  ma sicuramente presente tra le possibilità al vaglio.  Forse quella più dura, ma tutt’altro che da scartare dato che azzererebbe l’ipotesi ricorsi. Ci sarebbe, però, da capire cosa accadrebbe qualora ci fossero società impossibilitate a sostenere i costi dei protocolli.

L’opportunità di accorciare i play off, tra l’altro, risiede tra le facoltà a disposizione della Figc e probabilmente garantirebbe un esito più regolare di uno determinato dall’interruzione della stagione regolare.

Di certo che adesso tutti sembrano voler giocare. Per evitare il tour de force potrebbe farsi strada il buonsenso. Al momento messo in disparte a favore dell’egoismo.

In casa Reggina resta, a ragione, l’ottimismo sul futuro.