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Reggina, Bianchi e Amoruso tredici anni dopo: ‘Giocavamo a memoria, in campo ci trovavamo a meraviglia”

Trentacinque gol in due. La coppia più forte della storia della Reggina che fece ammattire le difese di tutta Italia in Serie A torna a ricomporsi, seppur in collegamento con Reggina Tv e Vai Reggina.

Nicola Amoruso e Rolando Bianchi non hanno nascosto l’emozione nei ricordi.

Erano le bocche di fuoco di una squadra in grado di salvarsi in Serie A nonostante undici punti di penalizzazione.

“E’ stato un passato – ha detto l’ex bomber di Cerignola – che ci ha regalato un’impresa storica. Nonostante il tempo passi resta il legame unico con una città dove abbiamo dato il massimo ed ottenuto tanto dai tifosi. La squadra era una famiglia e nella città sentivamo un feeling che ci ha portato a fare cose impensabili”.

“Io penso – rivela Bianchi – che quella sia stata un’annata pazzesca. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Eravamo una squadra di uomini. Un gruppo eccezionale che lavorava con grande entusiasmo e che ha lavorato per quella grande salvezza. Venivo da un infortunio molto grave ed avevamo giocatori giovani non conosciuti con qualche esperto. E’ stato un mix che ci ha permesso di rendere al massimo. Io e Nicola eravamo complementari. Ci parlavamo prima della partita e poi durante ci trovavamo alla perfezione”.

“Quando – racconta Amoruso –  è arrivata la penalizzazione la società credeva fossimo già in B. La speranza è cresciuta pian piano. C’era un’alchimia particolare perché ci divertivamo in allenamento ed in partita giocavamo a memoria. Era il bello, soprattutto all’inizio di non aver nulla da perdere. Facevamo partite importanti ovunque. Il risultato finale ci ha fatto vivere un sogno e vincere un vero e proprio scudetto”.

“Ho capito – prosegue Bianchi – che ce la potevamo fare quando siamo arrivati a quota zero.  A ottobre ero convinto che ci saremmo salvati, perchè avevamo una mentalità importante. Iniziavamo l’allenamento un’ora prima e lo finivamo un’ora dopo rispetto al programma. Giocavamo le partitine e nessun voleva perdere, questo lo trasferivano sul campo”.

“La partita contro la Roma – rivela Amoruso  – vinta 1-0 contro una squadra eccezionale sotto una fitta pioggia ha fatto scattare qualcosa in noi. Da allora abbiamo capito che potevamo fare il miracolo. Non ci fermarono né Totti, né un campo difficile”.

Rolando Bianchi segnala due partite come fondamentali per quella stagione, di cui una risalente alla stagione precedente. “Il 3-0 con il Messina dell’anno prima fu per me uno scatto mentale, perché avevo subito un infortunio che poteva compromettermi la carriera. L’altra partita incredibile fu quella con l’Empoli. Eravamo sotto di tre gol nel primo tempo, nel secondo l’abbiamo pareggiata ed è stato un momento importante per tutti”.