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Pasino lancia la Reggina di Toscano: ‘Questa squadra gioca meglio della mia del 95′, grazie Reggio Calabria’

Ruben Pasino è uno di quei nomi che non lascia indifferenti i tifosi della Reggina. E’ arrivato prima che la squadra amaranto calcasse la Serie A, ma i grandi calciatori passati dallo Stretto non ne hanno offuscato il ricordo.

Ospite di Passione Amaranto su Reggina Tv fa un passo indietro lungo vent’anni. “Sono passati tanti anni. A Reggio abbiamo vinto subito la C1, poi ho fatto tre anni e mezzo di Serie B fino all’anno della storica promozione in Serie A per metà stagone Ho passato una buona fetta della mia carriera. Grazie a Reggio Calabria mi sono formato, devo tantissimo a questa maglia e a questa città. Lo stadio non era bello come adesso, ma sono stati begli anni”.

Indossava il numero nove, ma non giocava certo al centro dell’attacco.  Era uno di quelli che un tempo venivano definiti ‘attaccanti tascabili’.

“Ero una seconda punta, non classifica. Non era il mio ruolo, poi mi hanno spostato sulla trequarti. Devo dire che era quello il mio ruolo specifico. Nei primi anni ’90 non era facile trovare squadre che giocassero col trequartista. Il modulo più usato all’epoca era il 4-4-2. Non avevo il fisico per fare il centravanti e mi toccava svariare”.

Due gol, tra i diversi siglati, hanno segnato la storia della Reggina. Uno da lontanissimo a Gualdo Tadino e quello che vendicò il 7-0 subito a Genova nel 95. “Saranno stati 35 metri. La palla mi rimbalzava bene sul sinistro, ho provato ed è andata bene.   All’andata i rossoblu infierirono su di noi che eravamo in 9. Dopo il 6-0 Nappi si inginocchiò sotto la Nord.  All’andata gliele avevamo promesse per il ritorno.  Al Comunale segnò Ceramicola, pareggiò Montella.  Dai primi minuti tutti entravamo duro. A tempo scaduto vinsi un rimpallo”.

Pasino nel 1995 ha vinto il campionato di Serie C da compagno di squadra di Mimmo Toscano. A venticinque ani di distanza inevitabili paragoni con la squadra attuale  che sta dominando la Serie C.

“Se non hai un gruppo forte, le individualità non bastano. La Serie C è rimasta una brutta bestia da domare. E’ il campionato più difficile in assoluto da vincere, non so lo scudetto perché non ho mai arrivato a giocare a quel livello.  Noi  non sviluppavamo un grande calcio a differenza della Reggina di quest’anno.  Noi avevamo un centrocampo e una difesa molto forti  fisicamente. Facevamo un gol ed era finita. Dopo avevamo tenacia per difenderci al meglio”.

E su Mimmo Toscano: “Mimmo non era uno che parlava tantissimo nello spogliatoio. Era ben voluto da tutti, un ragazzo a modo ma non spiccava per certe doti. Non potevo immagianre potesse diventare così bravo. I risultati parlano per lui. Quest’anno si apprestava a vincere il quinto. Io mi auguro che comunque vada possa riuscire a vincere a casa propria, la cosa più difficile in assoluto. Ormai, però, non mi stupsico più”.