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Coronavirus e calcio: ognuno fa valere l’interesse, per la Reggina possibile duplice scenario

Il calcio è spaccato in due. Lo è sempre stato, ma in una fase emergenziale come questa, anche economica, lo si nota di più.

Non si tornerà a giocare prima di giugno nella migliore delle ipotesi e non è detto che si torni a giocare.

La verità è che, al momento, la Reggina potrebbe trovarsi tra due fuochi. O meglio  tra due interessi.

Quello della Serie B che ha tutto l’interesse di concludere il campionato per non perdere gli introiti derivanti da diritti televisivi e botteghini.

E quello della Serie C.  In terza serie nessuno vuole riprendere il campionato.  Nessuno vuole pagare gli ultimi quattro mesi di stipendi e contributi, forse con l’eccezione del Bari e delle capolista che comandano saldamente i tre gironi.

Oggi è assolutamente concreto il rischio che la Serie C dica “stop”  e che la Serie B prosegua.

Non è dato sapere quando e come, ma il torneo cadetto, magari con un regolamento senza  post-season, possa arrivare al traguardo.

A quel punto cosa potrebbe accadere?   La Reggina potrebbe essere promossa con una semplice legittimazione alla partecipazione del prossimo campionato di Serie B che, arrivando al traguardo, non avrebbe necessità di ampliare i ranghi per l’impossibilità a decretare le retrocessioni.

Il discorso della B è assolutamente applicabile anche alla Serie A.

Il futuro nel calcio è tutto da scrivere.

La Reggina attende, anche perché bisogna farsi trovare pronti nell’eventualità si decida di riprendere ormai a giugno e a porte chiuse.