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Campionati bloccati: alla Reggina vanno bene due soluzioni su tre, ma sempre con rimpianti

Il coronavirus sta colpendo al cuore gli italiani.  Migliaia di vittime sono una ferita che resta aperta e vanno messi al primo posto come dispiacere a fronte delle cose piccole della vita.

Di  fronte a questo lo è anche il calcio ed anche il rammarico per la Reggina.  Gli amaranto stavano conducendo un campionato trionfale e non si vedeva l’ora di portarlo a termine.

Adesso i tifosi amaranto osservano con attenzione la decisione degli organi competenti.

Il campionato, nella migliore delle ipotesi, potrà riprendere a giugno.  I club premono affinché, in Serie C, si ponga fine alla stagione.

La Reggina, da prima in classifica, osserva con attenzione. Si è al corrente di una verità inequivocabile: agli amaranto vanno bene due soluzioni su tre su quelle prospettate.

La prima parla di confidare in un miglioramento della situazione generale e nella possibilità di chiudere la stagione in corso anche a fine a giugno.  Iniziando a giocare a giugno, infatti, esiste la possibilità di giocare le otto partite restanti in quattro settimane.

Da capolista con nove punti di vantaggio, c’è voglia di andare a conquistare il campionato sul campo.

La seconda, invece, parla di cristallizzazione della classifica e nell’emissione di verdetti. E non serve essere strateghi per capire che quella della Reggina vale una legittima promozione in Serie B.

La terza, invece, è l’ipotesi più remota e caldeggiata solo dai club quasi retrocessi: un totale annullamento della stagione e una ripartenza dall’anno prossimo come se questo campionato non fosse mai esistito.

Ipotesi difficilmente praticabile, dato che le squadre hanno investito e nessuno tornerà mai loro indietro lo sforzo pecuniario.  Dalla Fifa alla Figc, tutti segnalano la necessità di premiare, in qualche modo, il merito.

Quello che è certo è che comunque vada darà adito a rimpianti.  Non vincere sul campo sarebbe una beffa per chi ha stradominato il campionato.

Arrivare, eventualmente, a farlo con gli stadi a porte chiuse e senza possibilità di bagni di folle sarà una beffa allo stesso modo.

Ci sarà, però, modo e tempo di rifarsi.