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Coronavirus e sport, il Coni prende posizione: ‘Stop fino ad aprile’, palla al governo. La Reggina alla finestra

Il Coni prende posizione e sceglie di fermare lo sport fino al prossimo 3 aprile.  Una decisione che l’ente presieduto da Giovanni Malagò ha preso, ma che dovrà essere  ratificata da un decreto del governo.

All’esecutivo di Giuseppe Conte toccherà, perciò, aggiornare il Dcpm emesso lo scorso 8 marzo e che consentiva a manifestazioni sportive professioniste di tenersi a porte chiuse al di fuori della zona rossa.

Una disposizione che, naturalmente, andrà a coinvolgere anche il calcio e che arriva a conclusione di una riunione ‘virtuale’ che ha visto partecipare tutti i presidenti delle varie federazioni sportive associate al massimo ente sportivo.

Anche il calcio tirato in ballo

La salute prima di tutto.  Il problema principale dell’Italia è, al momento, risolvere il problema coronavirus.  Da tempo, però, si solleva anche la necessità di capire come muoversi per limitare i danni a livello economico.

Lo sport, da tempo,  è un fenomeno sociale ma, a grandi livelli,  fatto di interessi. Fa parte di questo segmento il calcio e, per Reggio Calabria, anche la Reggina.

Gli amaranto osservano con attenzione l’evoluzione di una situazione che può segnare un campionato che stanno dominando praticamente dall’inizio.

La speranza è che, per quella data (3 aprile), si possano riprendere le attività con un’Italia che si sia già messa alle spalle l’emergenza coronavirus.

Ci sarebbero i margini per portare a compimento la stagione, senza necessità di disposizioni che vadano a colmare quello che è un vuoto normativo.

Al momento, infatti, non esiste una norma che spiega cosa accade alle classifiche qualora, per motivi di forza maggiore, la stagione non può andare a compimento.