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La Reggina e le palle inattive, un rapporto da migliorare: i numeri

Quattordici partite al traguardo. La Reggina deve stringere i denti ed essere consapevole che, da qui alla fine, saranno tantissime le partite ‘sporche’ che dovranno essere risolte attraverso un episodio.

L’obiettivo, come spesso ama dire Mimmo Toscano, è portare gli episodi a proprio favore.

E tra le principali cause degli episodi ci sono indubbiamente i calci piazzati.

Sin dall’inizio del campionato la Reggina non è riuscita a pungere attraverso le palle inattive.

Tralasciando il fatto che molto spesso i gol subiti sono arrivati proprio da queste situazioni, occorre focalizzarsi sul fatto che se ne sprecano tanti e troppi in fase offensiva.

Tra calci d’angoli bassi, schemi mal riusciti e scarsa capacità di far male nonostante la statura di certi calciatori, si può tranquillamente individuare nelle palle ferme un poco dei pochi punti deboli della Reggina vista, fino ad ora, in questa stagione.

C’è un numero che, al momento, la dice lunga.

Gli amaranto, pur essendo il miglior attacco del campionato, segnano molto poco con  i difensori.

Tanto, per fare un esempio vicino, il Bari è andato a segno otto volte con i suoi calciatori del pacchetto arretrato.

Tra l’altro proprio i due scontri diretti sono stati contraddistinti dalle realizzazioni di due difensori centrali sugli sviluppi di calci piazzati a favore dei biancorossi. A Bari è andato a segno Sabbione, a Reggio Perrotta.

La Reggina, invece, è riuscita a far gol solo tre volte con difensori (comanda Loiacono con due realizzazioni), l’altro con Garufo che, però, gioca da esterno pur essendo considerato difensore dagli almanacchi.