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Reggina: come l’analisi del dopo Cavese ha aumentato la consapevolezza

“Mi fido dei miei ragazzi”. Mimmo Toscano lo ripete spesso e volentieri.  Lo ha fatto dopo una sconfitta dal punteggio pesante come quella di Castellammare contro la Cavese.  Ma non è stato un “pro forma”.  Lui nella squadra ci crede davvero.

E non potrebbe essere altrimenti considerate le diciannove partite da record giocate in precedenza.

Bisceglie prova di maturità

“E’ un altro step che dobbiamo superare” ha aggiunto, con riferimento al fatto che, tra le prove di maturità, per il gruppo mancava quella della reazione ad una sconfitta.

La settimana che precede la sfida contro il Bisceglie serve proprio a preparare l’ennesimo esame.

La prima parte della preparazione ha avuto come presupposto principale la sfida contro la Cavese.

Toscano ha messo i suoi dinnanzi all’evidenza di ciò che non ha funzionato.

Nessun rimprovero. Nessuna strigliata.  La squadra è fatta di giocatori abituati a vincere i campionati e per prima sa di non aver giocato tutti i novanta minuti con il piede sull’acceleratore in fatto di concentrazione.

L’analisi della partita, perciò, è quasi servito a dare nuove consapevolezza alla squadra.

Tre gol presi con responsabilità

La prima è data dai fatti: in una partita persa 3-0 la squadra ha creato molto di più dell’avversario.

La seconda è data dagli episodi chiave: i tre gol.  In tutti i casi si poteva fare meglio e, senza falsa modestia, una Reggina al top non li avrebbe presi.

Nel primo caso, infatti, è vero che si prende un gol da trenta metri, ma chi è uscito a chiudere (in tre) non lo ha fatto con lo sprint che avrebbe potuto e come forse avrebbe potuto fare.

Nel secondo il rigore (dubbio, a dire la verità) nasce da un’azione personale in cui Russotto si porta a casa la difesa senza che nessuno pensi ad atterrarlo per evitare guai.  Forse troppa presunzione di poterlo fermare grazie alla propria forza difensiva.

Sul terzo gol, invece, la squadra è apparsa troppo sfilacciata dopo aver preso il secondo. Un errore che una squadra di alto livello non può permettersi.

E in tutte e tre le circostanze un Guarna al top avrebbe potuto fare meglio. Ma qui si vince e si perde di gruppo ed è vietato additare responsabilità al singolo.