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Cavese-Reggna: tre cose che gli amaranto devono temere dei campani

Può una Reggina così implacabile temere la Cavese? La risposta è Si.  Anche perché il non sottovalutare nessuno è stato uno dei grandi segreti della squadra di Mimmo Toscano fino al momento.

Al di là della disparità di punti tra le due compagini, occorre precisare che i metelliani sono una squadra che può celare diverse insidie per Bellomo e compagni.

Dovendone, però, individuare, solo alcune, ecco le principali difficoltà della partita.

Atteggiamento degli avversari

I punti pesano.  La Reggina, sulla sua pelle, ha visto quanto è stato difficile affrontare avversari come Viterbese e Sicula Leonzio che hanno pensato quasi unicamente a difendersi. Sarà un film che si ripeterà spesso nel girone di ritorno. In questi casi occorrono tre armi: attenzione in difesa, cinismo nelle poche considerazioni che capitano e, soprattutto, pazienza.

Esperienza

La Cavese non è la solita squadra imbottita di giovani del girone C. Basta spulciare la rosa per trovare nomi del calibro di Russotto, Germinale, Favasuli, Sandomenico, Maza.  Calciatori formati e ottimi per la categoria. Forse hanno reso, al momento, meno di quanto avrebbero potuto. Motivo in più per badare a controllare un loro eventuale scatto d’orgoglio.

Campo

La Cavese gioca lontano dal suo campo di Cava dé Tirreni.  La sfida avrà luogo a Castellammare di Stabia, dove si dovrà giocare su un campo sintetico. Come spesso accade le squadre che sono abituate a giocare sul proprio terreno non in erba naturale, riescono a trarre vantaggio da questo aspetto.  Il rendimento metelliano tra le mura amiche parla chiaro: tre vittorie, sei pareggi, ma una sola sconfitta.  La superficie, perciò, sarà un avversario in più per la Reggina.