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L’ammissione di Sarao: ‘Vedevo la Reggina e mi mangiavo le mani…’

Manuel Sarao è arrivato alla Reggina con sei mesi di ritardo. In estate non ha potuto accettare la corte degli amaranto, perché si era già accordato con il Cesena.

A domanda precisa, nel corso di Vai Reggina,  su cosa facesse quando vedeva i risultati amaranto è onesto:”Mi mangiavo le mani. La colpa era esclusivamente mia. Ero in parola con il Cesena. C’era un direttore con cui avevo già lavorato, non me la sono sentita di tornare indietro. L’importante adesso è essere qui. Ho voluto fortemente la Reggina nel momento in cui si è riaperta la possibilità”.

Sarao e i suoi tanti tatuaggi: “Ho perso il conto di quanti ne ho. Credo una cinquantina. Sono appassionato e mi sono fatto un po’ prendere. L’ultimo l’ ho fatto a Cesena per il mio migliore amico”.

Lunedì lo raggiungerà la sua famiglia (compagna e due figlie): “Inizieremo quest’avventura importante e positiva”.

All’orizzonte la partita a Castellammare contro la Cavese: “Sarà un girone di ritorno difficile. Affrontiamo una squadra un allenatore preparatissimo. Noi faremo di tutto per portare a casa il risultato migliore possibile”.

Sarao indosserà la maglia numero 36.

“Ho trovato – rivela – un gruppo compatto fatto di lavoratori. Se penso a Denis a Reginaldo sono ragazzi che hanno vissuto il calcio che conta, ma sono umilissimi e lavorano tantissimo. Essere con loro è motivo d’orgoglio. Ho la fortuna di poterli studiare e imparare molte cose da loro. Di Toscano tutti i calciatori che l’hanno avuto parlano benissimo di lui. E’ un grande lavoratore e sa che parlare con i giocatori”.