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Reggina – Viterbese: i precedenti che dicono che il rigore c’era

Il regolamento del gioco del calcio è molto semplice.  Può accadere  che un portiere dia un pugno ad un  attaccante avversario mentre il pallone è in gioco nell’area avversaria,  è rigore, anche a novanta metri da distanza.  Il concetto della palla lontana non esiste, se questa è in gioco.

E’ un’estremizzazione del concetto che serve a far capire perché il rigore di Reggina – Viterbese è tale sempre.  Soprattutto se si considera che il calcione rifilato dal portiere a Paolucci potrebbe persino rientrare nella condotta violenta, seppur derivante da imperizia.

Il tutto quando la palla non è ancora uscita.

Paradossalmente l’intervento se fosse stato pulito e avesse travolto dopo il giocatore, togliendogli il pallone dalla portata, sarebbe risultato regolare.

Le tante speculazione mediatiche attorno alle varie moviole hanno un po’ allentato il focus sulle regole.

Il concetto della palla lontana non esiste. O meglio esiste solo per inasprire le sanzioni, vedasi cartellini rossi. Così come non esiste quello della palla già scaricata.

Una situazione che assomiglia maledettamente ad altre situazioni già viste in questo campionato.

Due esempi in video.

A Monopoli la Reggina ebbe un rigore simile.  Anche in quel caso Corazza aveva già scaricato la palla ed anche in quel caso gli avversari si arrabbiarono.

Ecco il primo video:

In un Cavese-Catanzaro di qualche settimana fa venne assegnato un rigore ai metelliani, per un altro episodio simile.

Clicca qui per vedere il video (min 2.50)

Tutti rigori contestati, tutti rigori sacrosanti.