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Teramo – Reggina: tre cose che gli amaranto devono temere della squadra di Tedino

Mimmo Toscano non si stanca mai di ripeterlo, un motivo ci sarà. Ogni partita del girone C di Serie C cela insidie importanti, figurarsi se davanti c’è un avversario come il Teramo. Gli abruzzesi sono una squadra costruita per giocare un campionato di vertice. Dopo aver impiegato qualche settimana a trovare la quadra, adesso sono reduci da un buon trend. Tanto per dare l’idea: nelle ultime due partite hanno affrontato Bari e Ternana riuscendo a portare a casa pareggi importanti.

Dovendo, però, andare ad individuare tre punti di forza per dare l’idea, il compito non è poi così difficile vista la qualità della rosa abruzzese.

Piedi buoni e qualità

Andando a spulciare l’organico a disposizione di Tedino, si fatica a non notare come, soprattutto nell’undici iniziale, ci siano giocatori che danno del tu al pallone:  Arrigoni, Costa Ferreira, Mungo, Bombagi. Basta citare questi quattro per concretizzare l’idea che si trova di fronte ad una squadra di primo livello per la categoria.

Calci piazzati

Francesco Bombagi è un ex. Ma la Reggina deve termo anche e soprattutto per le sue capacità balistiche. Bravo sia a calciare verso la porta che a sfruttare calci piazzati come assist. In Serie C è diventato un giocatore di prima qualità.  Non è un caso, ad esempio, che è il capocannoniere della squadra con cinque reti, pur non essendo una prima punta.

Tedino

Nel corso degli anni ha dimostrato di essere un allenatore in grado di fare la differenza in categoria. Con Toscano sarà un duello di alto livello per la Serie C. Gioca con il 4-3-1-2 e la sua risorsa potrebbe essere dettata dall’imprevedibilità. Difficilmente rinuncia ai tre uomini offensivi, ma la poliedricità dei suoi interpreti è tale da poterli schierare in qualsiasi modo.