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Potenza-Reggina: le polemiche ‘sterili’ sull’esultanza di Bellomo e l’insano vittimismo

L’esultanza di Bellomo per il definitivo 0-3 ha fatto scatenare un vero e propria parapiglia in Potenza-Reggina.   Alla fine a pagarne le conseguenze è stato il proprio il talento di Bari e l’ex di turno Emerson.

Sono esattamente due le cose che hanno fatto infuriare i potentini.

La prima è l’esultanza con le mani all’orecchie di Bellomo. Qualcuno ci ha visto qualcosa di provocatorio, ma forse non ha studiato bene le partite.  Bellomo esulta sempre in quel modo.

Nell’immagine si nota come sotto la Curva Sud della Reggina faccia esattamente allo stesso modo, con una variante: il giocatore si rivolge direttamente ai suoi tifosi, nel caso di Potenza non guarda da nessuna parte.

E’ semplicemente la sua esultanza.

Riguardo al trenino, poi, come accadde per Strambelli lo scorso anno, quello è il modo di esultare che ,per un barese, ricorda i tempi di Tovalieri e, in un altro calcio, nessuno pensava di vederci un atto di lesa maestà.

Magari il consiglio per la prossima volta è di correre sotto il settore dei propri tifosi e darsi a qualsiasi tipo di danza, giusto per evitare di urtare la sensibilità di qualcuno.

I tifosi che lo apprezzano molto, soprattutto dopo un gol, accetterebbero l’esibizione di uno dei loro beniamini di maggiore talento.

Quasi superfluo, poi, soffermarsi sulle dichiarazioni di Caiata che prima denuncia di essere stato offeso da un calciatore della Reggina, poi dice di non voler fare il nome perché le cose del campo devono restare in campo.  Un po’ come dire tutto ed il contrario di tutto.

La Reggina, dal canto suo, sarebbe ben felice di continuare ad attirare antipatie.

Peccato per Bellomo che ha rimediato un rosso che, forse, un arbitro di polso si sarebbe risparmiato.