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Potenza-Reggina, tre cose gli amaranto devono temere dei lucani

Non sottovalutare mai l’avversario.  E’ l’imperativo che Mimmo Toscano ha sempre dato ai suoi, pur rimanendo coscienti della propria forza. E non serve neanche un grande sforzo, perché se si va a fare visita alla seconda in classifica l’obbligo è quello di non prendere sotto gamba l’avversario.

Gli uomini di Raffaele hanno armi da cui la Reggina dovrà guardarsi.

IL PIEDE DI EMERSON

Il brasiliano, ex di turno, a trentanove anni continua a regalare grande affidabilità come difensore, ma di fatto riesce ad essere un vero e proprio regista.  Un Potenza che potrebbe scegliere o essere costretto a restare basso, troverebbe nel brasiliano un giocatore in grado di saltare il pressing e di ribaltare subito e con precisione il gioco. Una squadra corta come la Reggina che accorcia sempre sul pallone, potrebbe trovarsi spiazzata. Probabile che Toscano gli riservi un’attenzione speciale chiedendo ad un attaccante di pressarlo quando si troverà ad impostare. Il suo mancino  è in grado di far male anche sui calci piazzati.

IL SINTETICO DEL VIVIANI

Al momento la Reggina ha giocato due volte sul sintetico. La prima volta a Francavilla, pagando la superficie ed anche le dimensioni ristrette del terreno.  La seconda ad Avellino dove, soprattutto inizialmente, si è vista qualche scivolata di troppo, segno che la squadra non è abituata a quella superficie.

IL CARATTERE

Il Potenza, in questa stagione, non ha mai bucato gli appuntamenti con le squadre più blasonate. Con l’eccezione di una sconfitta di misura a Terni, i lucani hanno battuto sia il Catania che il Catanzaro.  Quella di Raffaele è una squadra di carattere  che raramente sbaglia le partite sotto il profilo dell’approccio. La posta in palio fa credere che difficilmente accadrà contro la Reggina, a maggior ragione perché  i lucani sono reduci dal brutto ko di Monopoli.