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Corazza-ti e cingolati, la partita più difficile è sempre la prossima

di Pasquale De Marte – Quella con il Picerno, per la Reggina, poteva essere una vittoria banale, destinata a passare in sordina.  Sono arrivati i tre punti nel modo che può dare maggiore consapevolezza alla squadra e alla tifoseria.

Al di là dei quattro gol, al di là della sesta vittoria consecutiva in casa, della terza complessiva, dell’essere il miglior attacco, la seconda miglior difesa, la squadra con la migliore differenza reti e dell’undicesimo risultato consecutivo.  Si, c’è dell’altro.

La Reggina ha commesso l’errore di abbassare la guardia, è andata sotto ed ha rischiato di finire sotto 2-0. Si è aggrappata a Guarna, poi ha ricominciato a premere sull’acceleratore e in dieci minuti ha spazzato via un avversario volenteroso, ma non all’altezza degli amaranto.

Gli uomini del presidente Gallo si  sono risvegliati in cima alla classifica, ma con la coscienza di avere un portiere affidabile e dando dimostrazione a tutti che, oltre alla tecnica e alla tattica, c’è il carattere.

La squadra di Toscano ha vinto in ogni modo, mancava quella in rimonta ed è arrivata.  Non è stata una partita perfetta quella contro il Picerno, questo dà, però, paradossalmente l’idea di quanto ancora siano ampi i margini di miglioramento.

Ha vinto in un turno infrasettimanale e con un avversario che aveva riposato un giorno in più. Ha vinto davanti a diecimila persone, in una partita giocata in un giorno feriale e contro un avversario che non aveva certo un nome di grido. Si, anche la spinta che può dare una piazza rientra nel novero delle caratteristiche della forza di una squadra.

Sui concetti tecnici e tattici di primo livello i dubbi erano già stati fugati da mesi di ottime prestazioni. Fa, però, sempre effetto guardare la panchina e notare come abbozzando un undici di chi spesso non parte titolare si finisce per costruire una formazione che avrebbe tutte le carte in regola per lottare, allo stesso modo, per  le prime posizioni. E questa potrebbe essere una sorta di polizza assicurativa sulla competitività a lungo termine.

C’erano perplessità su German Denis.  Il Tanque, nelle sue prime uscite, non le aveva certo spazzate via con il suo avvio, limitato da un infortunio e una condizione non eccelsa. Neanche con il Picerno è andato a velocità supersonica, ma  con due gol e un assist ha dimostrato però di avere classe sufficiente per fare la differenza.  L’assist regalato a Corazza difficilmente si vede a questi livelli e forse anche in B.

C’è il ragionevole sospetto che una grande stagione di Denis possa diventare il lasciapassare per la gloria.  Una Reggina che, come sta avvenendo, si dimostrasse Corazza-ta per effetto dei gol del bomber (sono nove) e cingolata per il rendimento del carro armato argentino, potrebbe davvero far sognare i tifosi.

La classifica, al momento, è bella da guardare.  Vietato, però, specchiarsi troppo. In fondo Toscano lo ha detto, sta già pensando all’Avellino.

Si, perché quando sei in alto la partita più difficile è sempre la prossima e mai quella che ti sei lasciata alle spalle.