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Reggina – Taibi ufficializza Mastour, il senso dell’operazione

Hachim Mastour domenica sarà a Reggio Calabria e firmerà il contratto triennale che lo legherà alla Reggina.

“Un’operazione per noi importante perché crediamo nel suo talento e nella sua voglia di rivalsa”.  Con queste parole Massimo , ai microfoni di Alfredo Pedullà, ha praticamente ufficializzato l’arrivo del talento italo-marocchino.

Parole che, al di là dei concetti, espressi suonano come una vera e propria ufficializzazione.  Attorno all’arrivo del talento italo-marocchino non sono mancate le note di scetticismo, sebbene occorra sempre specificare che si sta parlando di uno che veniva a paragonato a Messi e Ronaldo per qualità tecniche, salvo poi disperdere tutto forse per limiti soprattutto psicologici.

Tanto per dare l’idea si diceva lo stesso di Vincenzino Sarno che non è mai diventato il nuovo Maradona, ma se sta bene resta un giocatore che in terza serie sposta gli equilibri.

Prima cosa da segnalare è che il giocatore firmerà un triennale: questo da un lato certifica il fatto che la Reggina punta si di lui, dall’altro evidenzia che le cifre non sono poi così alte.

Particolare da non dimenticare è che il giocatore, come Farroni, Rivas e Bresciani, è un under (’98). Se gioca, genera importanti somme dal minutaggio conteggiato che diventa motivo di elargizione di contributi da parte della Lega.    Concetti che, per anni, hanno tenuto in piedi la Reggina e che con la disponibilità di Gallo erano finiti nel dimenticatoio, poiché non essenziali alla sopravvivenza.

L’operazione ha anche ragioni tecniche.  La Reggina davanti rischia di essere corta. Si è capito quanto Doumbia è ricaduto nei problemi muscolari che lo attanagliano e Denis non era ancora al top.  L’arrivo di Mastour (trequartista, esterno o seconda punta) è comunque un’opzione in più.

Il gruppo è forte e neanche un Mastour che arrivasse con  mentalità da prima donna potrebbe scalfirlo.  E’ l’ultimo treno se vuole fare il calciatore, non gli resta che prenderlo e avere  accanto professionisti come Denis e Reginaldo potrebbe essere un aiuto.  E Mimmo Toscano è il tipico allenatore che può spiegargli come si sta al mondo.

Per una società che, inoltre,  non trascura il marketing mettersi dentro un calciatore da novecentomila fan su Facebook e seientomila followers su Instagram non deve essere un dato da poco.

Insomma, mal che vada sarà un flop, bene che vada un crack, con tante sfumature nel mezzo.

Di certo non sarà lui ad alterare in negativo le prestazioni della squadra.