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Reggina-Catania, tre cose che gli amaranto devono temere degli etnei

La Reggina è forte.  Lo si è capito dalle prime sei partite, ma adesso deve dare continuità e per la prima volta deve affrontare al Granillo una squadra attrezzata per vincere il campionato, dopo aver ospitato formazioni di seconda fascia.

L’obiettivo è replicare le prestazioni ottime offerte in trasferta a Terni e Bari, ma non sarà facile considerato che i turni di campionato ravvicinati potrebbero privare la squadra di una delle sue armi migliori: il ritmo.

Davanti c’è un avversario con una rosa di livello che indubbiamente armi importanti, ma sono tre quelle che risaltano di più agli occhi.

LODI –  In campo, a livello di velocità, va a ritmi che definire blandi è un eufemismo. Ma con la palla tra i piedi fa quello che vuole. Che si tratti di una punizione da mettere all’incrocio, di un rigore da trasformare o di un lancio.  Una Reggina al 100% sarebbe in grado di anestetizzarlo grazie al pressing e al ritmo alto. Una Reggina, come quella che si potrebbe vedere domenica, potrebbe patire gli impegni ravvicinati.  Probabile che Toscano scelga di impiegare una mezzala o una delle due punte a guardarlo da vicino.

FASCE – Camplone sembra aver trovato la quadra con il 4-3-3.  Con la Cavese si è vista una squadra che, soprattutto a destra, ha mostrato capacità di lavorare bene con le catene.  La cosa potrebbe mettere in difficoltà la Reggina che, con il 3-5-2, potrebbe andare in inferiorità numerica sulle fasce.  Toscano, con  buona probabilità, avrà già studiato le contromisure. E non bisogna dimenticare che il Catania è andato in netta difficoltà contro il Monopoli che giocava con il 3-5-2.

DI PIAZZA –  La Reggina, con Denis fuori, nelle prime sei partite ha patito l’assenza di un vero centravanti, colmata dall’ottima vena realizzativa di Corazza.  Di Piazza è una punta versatile, quel tipo di giocatore che prende palla dal limite e calcia con pericolosità verso la porta e fisico per potere farsi valere in area.  In una Reggina che ha sofferto poco in quest’avvio di campionato, gli attaccanti che hanno maggiormente messo in difficoltà Bertoncini e compagni sono quelli che, per caratteristiche, gli somigliano: Anteucci a Bari (due volte alla conclusione) e Bernardotto della Vibonese, sebene quest’ultimo sia decisamente più fisico.  In entrmabi i casi, però, gli amaranto ne sono usciti alla grande.