Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: pezzo per pezzo, come Reggio Calabria è diventata una delle piazze più ambite

Reggina: pezzo per pezzo, come Reggio Calabria è diventata una delle piazze più ambite

Il mercato è finito da qualche giorno.  E’ passato, però, solo un anno da quando Massimo Taibi era costretto a fare le nozze con i fichi secchi.

Lo si può dire senza vergogna, perché senza vergogna si è sempre portato avanti il vessillo amaranto con l’orgoglio e il senso di appartenenza che hanno sempre contraddistinto chi non ha mai abbandonato la Reggina.

L’obiettivo era andare alla ricerca di profili giovani che garantissero minutaggio e ritorno economico attraverso le valorizzazioni.  A volte ci si sentiva rispondere che non c’era molta voglia di trasferirsi al Sud.  Probabilmente solo un rifiuto elegante.

Adesso, però, le cose sono cambiate.  Pezzo per pezzo, Reggio Calabria è tornata una delle piazze con più appeal sicuramente di tutta la Serie C, probabilmente anche di diverse squadre e città della serie cadetta.

Lo ha dimostrato German Denis.  Aveva richieste dalla B, Juve Stabia in primis, ma non ha avuto dubbi nel preferire la maglia amaranto.

Il motivo? Facile rispondere che sia solo economico e che il grande fautore di tutto ciò sia il presidente Gallo con la sua disponibilità economica. E’ vero: i soldi investiti fanno rima con ambizione e stipendi importanti da proporre, ma non bastano e il presidente è intervenuto in diversi settori.

Secondo, ad esempio, quanto rivelato dal giornalista Michelle Spinella ai microfoni di Reggio Tv il costo della rosa amaranto in fatto di stipendi è il quarto del campionato.  Bari, Ternana e Catanzaro (che ha oltre 30 giocatori) spendono di più.  La Reggina è poco sopra il Catania, pur essendo imbottita di profili importanti e giocatori abituati a vincere i campionati.  Questo significa che c’è anche stata strategia nella costruzione della rosa e non solo impeto.

Senza dimenticare che buona parte degli investimenti sono stati fatti nelle strutture e la società, per i prossimi 40 anni, avrà diritto al Centro Sportivo Sant’Agata.

Luca Gallo ha davvero ricostruito pezzo per pezzo ciò che Reggio Calabria era.  In primis  ridando solidità ed identità alla società e non solo con cospicui investimenti, ma anche con una certosina opera di ripristino di un’autostima finita sotto i tacchi.

Una città che, abbandonati i pregiudizi dei primi anni ’90, ai calciatori continua a piacere .  Il passaparola, salvo qualche rara eccezione. è stata la migliore pubblicità che si sia potuta avere. E anche chi arriva con qualche dubbio, fa di tutto per restarci il più a lungo possibile.

Il telefono di Taibi è stato incandescente per tutta la sessione estiva, perché erano gli altri a cercare la società amaranto.  Questo, se possibile, ha reso addirittura più complicato il mercato, perché più ampia è la scelta, più è difficile imbroccare la strada giusta.

Più si innalza l’asticella, più il margine di errore è risicato.

E’ tornata adesso la possibilità di provare a vincere. E’ tornato il grande pubblico, dato che è innegabile che le immagini dei 15.000 dei play off con il Monopoli e i 10.000 di media allo stadio dall’avvento di Luca Gallo in poi abbiano destato l’attenzione di chi ha scelto Reggio negli ultimi mesi.