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Reggina: e se Denis non bastasse?

di Pasquale De Marte – Quanto vale il punto della Reggina a Francavilla Fontana? Tanto se i pugliesi dovessero confermare di essere la squadra che, negli ultimi anni, ha stabilmente occupato un posto nella griglia play off. Tanto se si considerano le difficoltà del giocare su una superficie sintetica che Toscano ha paragonato alle “sabbie mobili”.  Tanto, a patto che il gap fisico e di conoscenza tra i giocatori sia una spiegazione plausibile e reale  di una prestazione che non è stata all’altezza di chi deve essere superiore alla Virtus.

Buttando l’occhio alle alle altre partite, ci si accorge come tute le altre favorite abbiano vinto.  Nel caso del Bari lo hanno fatto soffrendo, ma era esattamente ciò che avrebbe dovuto fare la Reggina che, con un pizzico di attenzione in più e con le parate di Guarna, avrebbe chiuso il primo tempo 0-0 e magari vinto nella ripresa.

Quella di Francavilla non è stata una prestazione da grande squadra. La Reggina lo diventerà ? Forse, anzi probabilmente.

Andando, però, ad analizzare ulteriormente l’ultimo turno di campionato ci si accorge che, a timbrare le vittorie delle dirette concorrenti, sono sempre loro: gli attaccanti di categoria o in grado di fare la differenza.  Di Piazza per il Catania, Antenucci  per il Bari, Nicastro per il Catanzaro, Marilungo per la Ternana e così via.

In casa amaranto, invece, non c’è stato neanche un tiro nello specchio delle punte. Il tutto potrebbe dipendere anche dalle difficoltà della partita, ma è anche vero che, nella prima parte della sfida, spesso si è ricorso ad un lancio lungo che, con un calciatore in fisico davanti, avrebbe potuto essere sfruttato meglio e si sarebbe potuto tenere qualche pallone in più nelle fasi in cui il ritmi della Virtus Francavilla erano forsennati.

Prolificità, fisicità, capacità di tenere il pallone. Basterà affidare trentasette partite al trentottenne Denis ? La domanda è d’obbligo, consci del fatto che se fosse rimasto anche solo il 40% del giocatore che era sarebbe a mani basse il miglior attaccante del campionato.

Non esistono prove, se non quelle empiriche, di quanto valga esattamente fare gol nel campionato peruviano rispetto ad un eventuale impegno nel campionato di Serie C.  Lo si scoprirà presto.

Con Doumbia spesso infortunato, con un Reginaldo che, a trentasei anni,  nell’ultima stagione ha avuto un utilizzo medio di 56 minuti a partita, con un Corazza che deve ancora ritrovare se stesso  e un Bellomo che attaccante non è e forse sarebbe più utile in altre zone, il dubbio è lecito.

Tutti ottimi calciatori, che fino a un anno fa potevano solo essere sognati, ma bisogna valutare tutto per guadare in alto.

Intanto la Reggina si è presentata alla prima giornata di campionato senza centravanti titolare, mentre quello delle altre ha fatto la differenza.

Il dato di fatto è che, in questo momento, il gap tra la Reggina e le altre sembra essere davanti dove, forse, potrebbe servire qualcosa.

Non un top assoluto di altra categoria, ma un elemento valido. Uno che avrebbe il fisico per fare la prima punta, ma anche la spalla di Denis o di chiunque altro.

Si era ipotizzato, a livello di rumors, che la Reggina potesse essere interessata a Bianchimano negli ultimi giorni. Tuttavia, non ci sono state conferme e il giocatore ha esordito in B nel weekend. Si tratterebbe, forse , del prototipo di giocatore ideale, sebbene in tempi recenti non ci sia mai stato grande desiderio da parte del sodalizio amaranto di riavere il calciatore.

Resta da capire se ci sarà davvero voglia di piazzare una zampata finale sul mercato nel settore offensivo.

L’ambizione della Reggina forse imporrebbe quantomeno una riflessione in merito.