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Reggina: il ‘paga Gallo’ vale fino ad un certo punto, obiettivi chiari nella gestione

Dalla necessità di sventare un fallimento sul filo di lana all’opportunità di avere come presidente un imprenditore che ha voglia e disponibilità di investire.

Quasi un sogno per la Reggina che, negli ultimi anni, aveva imparato a convivere con i suoi limiti economici.  Gallo, invece, sta provando a sfruttare le proprie risorse per investire e creare una base solida, anche attraverso strutture e settore giovanile, per il club.

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Tra l’investire, però, ed il buttare soldi c’è una differenza sostanziale.  La sfida più complicata di quest’inizio stagione sarà quello di azzerare le spese inutili che già si annunciano corpose.

Allo stato attuale, al lordo, tra i calciatori presenti al S.Agata e lo staff tecnico di Massimo Drago, la Reggina (senza piazzare nessuno) rischia di arrivare oltre un milione di euro lordo a vuoto.

Baclet, Strambelli e De Falco hanno trattamenti economici che pochissimi club in Serie C possono o vogliono permettersi.  Ecco perché la missione non sarà delle più facili.

 

Dall’avvento di Andrea Gianni si è sentito parlare di “fair play finanziario”, perchè si deve avere ambizione ma con logica e sostenibilità.

Non bisogna, inoltre, dimenticare che la società quest’anno sta creando una squadra fatta di giocatori esperti o comunque al di sopra del limite under, quello che genera minutaggio e dunque introiti per la società.

La Reggina resta, perciò, ambiziosa, ma con cognizione e necessità di rimediare a situazioni che, oggi, sono d’impaccio anche per i conti.