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Reggina: è il momento delle scelte chirurgiche, differenze già evidenti rispetto a un anno fa

Il paradosso la Reggina e Taibi l’hanno già conosciuto lo scorso gennaio. E’ stato più facile fare mercato senza un euro, per costruire una squadra che arrivasse in un posto che fosse il più alto possibile dalla salvezza in poi, rispetto a farne una in grado di vincere e con ampia disponibilità a gennaio.

L’esperienza è servita a capire che per costruire una squadra che primeggi bisogna muoversi in maniera chirurgica.  Arrivare primi è molto più difficile che avere un obiettivo non definito, ancor di più percorrere le strade giuste.

La scelta del tecnico ne è un esempio tangibile. Lo scorso anno in poco tempo si individuò Cevoli e lo si investì del ruolo di condottiero.

Quest’anno, invece, la società non ha alcun problema nel contattare un top e nel fargli un’offerta economica soddisfacente.

Tuttavia c’è voglia di prendersi  tutto il tempo possibile, con la consapevolezza che la scelta andrà fatto solo dopo aver scelto quali saranno stati i confronti più soddisfacenti.

Può capire, ad esempio, che tra queste figure vincenti ci sia qualcuna che abbia palesato l’intenzione di rivoluzionare l’attuale organico o che non gradisca qualcuno dei giocatori più in vista su ci, invece, la società vuole puntare. O viceversa.

Intraprendere un percorso senza avere idee comuni nella loro interezza potrebbe essere un rischio che per chi punta a certi livelli non può essere corso.

Ecco perché ci vorrà ancora del tempo perché vengano sciolte interamente le riserve su qualsiasi scelta che si andrà a fare.