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Reggina: patrimonializzare resta un obiettivo, possibili nuove strategie

Un anno fa Massimo Taibi, rispetto a chi lo aveva preceduto, aveva provato a cambiare il corso delle gestione tecniche, provando ad acquisire giocatori a cui far firmare pluriennali che potessero diventare patrimonio di una società, al tempo, a corto di grande liquidità.

Patrimonializzare, però, non è necessariamente un atto finalizzato a vendere. Può essere un parametro da spendere nella stesura dei bilanci o comunque un sistema per aumentare la ricchezza di una società.

In vista della prossima stagione balza subito all’occhio che la Reggina potrebbe avere dei calciatori destinati ad avere poco spazio. In una squadra che aspira a vincere il campionato ed in un campionato in cui sono stati aboliti i limiti degli over, ci sono alcuni giovani che rischiano di passare un anno da spettatori.

Un esempio? L’ex capitano della Roma Primavera Ciavattini che ha un contratto molto lungo difficilmente potrà vivere un altro anno da spettatore. Roberto Marino, forse uno dei migliori talenti, ha ancora un anno di contratto e non potrà vivere un’altra stagione da  comprimario a ventuno anni.

La società, per pochi spiccioli, può riscattare Martiniello. Dal prestito al Sassuolo tornerà il talentuoso Mastrippolito.

In attesa delle valutazioni del nuovo tecnico, potrebbe tornare la Reggina che prestava calciatori agli altri (magari in altri gironi e a squadre di livello inferiore) per farli maturare. Senza dimenticare quanti giocatori validi abbia la Berretti.