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Reggina: critiche oltre misura per Taibi, adesso però non può più sbagliare

Non è passato molto dalla chiusura della stagione della Reggina. E’ andata in archivio un’annata particolare, vissuta sulle montagne russe.

Tra le figure maggiormente criticate c’è stato indubbiamente il direttore sportivo Massimo Taibi. Il suo non è stato un lavoro irreprensibile, ma forse si è andati oltre.

Non a caso il patron Gallo non ha mai pensato di sostituirlo, mettendo sul piatto tutto quello che è avvenuto nella stagione.

Con un budget molto risicato ha creato una squadra in grado di stare stabilmente in zona play off, nonostante tutte le problematiche extra-campo di inizio stagione. Merito anche della capacità di riconoscere il valore umano, prima ancora che tecnico, dei protagonisti scelti.Senza dimenticare che, senza un euro, è riuscito a creare un parco giocatori di proprietà comprendenti elementi di valore come Kirwan, Conson, Zibert e Salandria.  A cui si è aggiunta l’intuizione per avere giovani di valore come Tassi o lo stesso Confente.

Non bisogna dimenticare che, nel rendimento della squadra, hanno pesato anche le quattro partite giocate in campo neutro e le situazioni extra-campo.

A gennaio le carte in tavola sono cambiate e la nuova proprietà gli ha dato mezzi per rinforzare la squadra. Si poteva fare meglio, ma ritenere che sia stato tutto sbagliato è un dato smentito dai fatti.  Strambelli e Bellomo hanno spesso e volentieri fatto la differenza. Gasparetto (Catania a parte) ha reso granitica la difesa, Doumbia, al netto dei problemi fisici, ha dimostrato di essere un giocatore di valore.

 

Ci si aspettava di più da De Falco e Baclet, così come si poteva operare meglio affinché si potesse avere un’opzione migliore sulla fascia sinistra.  Martiniello, invece, può diventare un giocatore patrimonio della società esercitando un diritto di riscatto a cinquemila (5.000) euro, mentre Farroni lo è già,

Operando così tanto era normale si potesse sbagliare qualcosa, soprattutto a gennaio.

La gestione di Cevoli è sembrata assurda con l’esonero dopo un ko casalingo, ma l’andamento dei play off ha probabilmente dato ragione al direttore sportivo.

Il tecnico sammarinese è stato il migliore tecnico possibile fino al sesto-settimo posto. Quando c’è stato da dimostrare qualcosa (Catanzaro in casa e play off) non è mai riuscito a incidere in positivo.

 

La scelta di prendere Drago (rivelatosi il nome sbagliato) serviva proprio a segnare una svolta sul piano della capacità di imporre il proprio gioco e giocarsi le proprie carte con convinzione nella post-season. Il paradosso è che, senza Cevoli e con Drago, neanche si sarebbe arrivati ai play off.

 

Ma non bisogna dimenticare che lo stesso Cevoli è stato una scelta fortemente voluta da Taibi che lo ha strappato al Renate, nonostante avesse ancora un anno di contratto.

 

Adesso, però, per Taibi inizia un’altra stagione. Stavolta i margini di errori sono assai minori, perché la Reggina dovrà quantomeno lottare per vincere il campionato e stare in vetta o lì vicino è un privilegio che si guadagnano in pochi con scelte oculate e quasi impeccabili.