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Reggina: perché Pochesci aveva ragione (anche stavolta)

Con un po’ di ironia si era detto come l’allenatore della Casertana Pochesci avesse ragione sul fatto che la Reggina non giocasse bene.

In settimana aveva dichiarato che sperava di incontrare la Reggina per batterla davanti a più di diecimila persone e regalare un incasso al presidente. Il suo intendeva.

Si, perché nel regolamento play off  c’è una singolare norma. In attesa di capire come saranno fissati  i prezzi dei biglietti (leggi qui) bisogna spiegare cosa accade per gli incassi dei primi turni play off.

Il 40% va alla società che ospita l’evento, il 40% a quella ospite ed il 20% a quella che perde. Sembrerà strano, ma è così..

In un campionato dalle risorse particolarmente povere come la Lega Pro pensare di andare a ricevere il 40 o il 60% di un incasso come quello di Reggina-Monopoli è sensibilmente diverso, numeri alla mano, dall’andare a giocare contro la Virtus Francavilla.

Per intenderci se l’incasso di Reggina-Monopoli, al netto di imposte e altre situazioni (spese per la gestione, per il Granillo vengono riconosciuti 8000 euro), dovesse essere di 100.000 euro: ai pugliesi vanno andrebbero quarantamila euro in caso di vittoria e sessanta in caso di sconfitta.

Più o meno lo stipendio netto di due calciatori di medio livello per la prossima stagione.

E, considerato che all’orizzonte c’è anche il Catania, il Monopoli più che a quel 20% in caso di sconfitta, punta all’altra fetta di incasso di grande livello che rischierebbe di percepire andandosi a giocare il secondo turno al Massimino.

In fondo Pochesci aveva ragione anche stavolta, affrontare la Reggina, almeno sul piano economico, è assai conveniente.