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Reggina: lo store spiega come Luca Gallo vede ‘oltre’

La situazione economica di Reggio Calabria non è delle più floride. Basta farsi un giro in centro per notare come tante saracinesche rimangano chiuse, tanti locali restano sfitti e anche sul Corso Garibaldi si nota qualche attività chiudere i battenti.

Domenica 5 maggio in pieno centro vedrà la luce il primo store della Reggina. Non era mai successo, neanche in Serie A.

Non una location qualunque: piazza Duomo, dove i locali non sono al prezzo più basso per aprire un’attività commerciale.

Ci si chiede, però, quante possibilità abbia di diventare un business il negozio che vende magliette, tute e portachiavi di una squadra di Serie C?  Probabilmente nessuna. Almeno non adesso, considerato che solo ora la città sembra aver riscoperto la Reggina.

Lo store, però, avrà altre funzioni. Il primo è logistico, perché avere ben chiaro dove poter acquistare tagliandi e abbonamenti per assistere alle sfide sarà un primo ed innegabile vantaggio. Nessuno si chiederà più dove vendono i biglietti, pur potendo contare su altri punti vendita attraverso i circuiti di vendita.

L’altra è puramente simbolica. Una società forte come l’attuale Reggina può permettersi di investire in quella che può considerarsi la creazione di un vero e proprio presidio amaranto, teso a marcare il territorio in città.

Un messaggio chiaro: “Questa è la città della Reggina”.  Insegne luminose amaranto lo ricorderanno a cittadini, forestieri e persino ai bambini che acquisiranno familiarità dinnanzi a quel logo che campeggerà di fronte la cattedrale.

Il tuo per creare una base importante per un futuro, quello dove prova a guardare Luca Gallo.