Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: servirsi senza amarsi (o forse si), con paradossi

Reggina: servirsi senza amarsi (o forse si), con paradossi

Il ritorno sulla panchina della Reggina di Roberto Cevoli ha aperto dibatti relativi a rapporti non idilliaci tra il tecnico e il direttore sportivo Massimo Taibi.

Quando, alla fine, nella peggiore delle ipotesi, mancano tre partite, nessuno meglio di due professionisti da trent’ani e più nel calcio ad alto livello sa che i personalismi vanno messi da parte.

C’è un interesse comune: collettivo ed anche personale.  Si, perché qualora Cevoli dovesse fare bene nella seconda chiamata, in fondo, il primo ad essere felice sarebbe proprio il direttore sportivo.

Si, perché questo evidentemente non servirebbe solo a demonizzare, sulla base dei fatti, la scelta di esonerarlo, ambizione legittima dell’allenatore sammarinese, ma evidentemente renderebbe più positivo il bilancio della stagione che, comunque vada, sarà messo sul piatto della bilancia nel giudizio dell’operato del responsabile dell’area tecnica.

Nel gioco delle parti nessuno dei due ammetterà che ci sono state frizioni o che la simpatia, con il passare delle settimane, è diventata quantomeno flebile. Ci sono, però, dati di fatto che raccontano come nel meccanismo del rapporto personale qualcosa si è inceppata.

L’ultimo l’ha regalato Eziolino Capuano che ha raccontato a Rnp  di essere stato contattato dalla Reggina prima di sposare il Rieti.  Tra l’altro non serve essere indovini per immaginare  che il primo esonero di Cevoli maturò proprio quando gli amaranto erano sotto 0-2 in casa con il Rieti, prima di ribaltare per 3-2.  Solo sensazioni? Forse.

Divergenze tecniche e non solo erano alla base di un feeling definitivamente rottosi nella gara contro il Catanzaro.

Ci sono i margini per ricomporlo? Forse si. In fondo tra i paradossi che bisogna sottolineare c’è il fatto che Taibi, in estate, non perse tempo nel far capire ad Agenore Maurizi che, nonostante il contratto in essere, le sue mire erano rivolte ad altro. Esattamente a Roberto Cevoli, voluto fortemente, anche a costo di intraprendere un vero e proprio braccio di ferro con il Renate che lo voleva tenere fino a giugno del 2019.

Si, perché se Cevoli è a Reggio lo si deve proprio al portiere.