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Reggina – I due campionati di Taibi, a giudicarlo non ci sarà un boia

“Tutti vogliono la testa di Taibi, ma non sono un boia”. Luca Gallo, nella conferenza post Sicula Leonzio, ha fatto capire di non aver ignorato il fatto che, in seno all’ambiente di Reggio Calabria, c’è una corrente di pensiero che non vede di buon occhio il direttore sportivo.

La risposta del massimo dirigente amaranto è stata articolata, non ha mancato di caricare qualche responsabilità su chi si occupa dell’area tecnica, ma allo stesso tempo non ha nascosto di conoscere bene quali sono state le difficoltà incontrate da chi doveva operare.

Al momento il campionato di Taibi, in realtà, va giudicato come se se ne fossero disputati due. Il primo è stato un successo.

Squadra abbondantemente salva (anzi quinta-sesta), pur fatta con due spicci, tanti giocatori di proprietà e un cuore buttato oltre l’ostacolo. Anzi gli ostacoli: non avere un campo d’allenamento in primis, difficoltà logistiche  e il resto in coda.

A gennaio, invece, ne è iniziato un altro. Con il beneficio del del senno del poi, privilegio di chi critica, si può dire che si poteva fare meglio.

Acquistare tanti giocatori over sulla trequarti o giù di lì (Bellomo, Strambelli, Doumbia) dove già c’erano Tulissi, Ungaro e Sandomenico, per non intervenire pesantemente con un terzino sinistro di alto livello, oggi, appare il più grossolano degli errori.

Puntare su uno come Baclet che risolverà i play off per definizione, ma che raramente arriva in doppia cifra è apparso un azzardo, quando forse un attaccante più fisico sarebbe stato più congeniale ad un campionato in cui quando gli altri si chiudono devi lanciare lungo e sperare in una spizzata. Bianchimano, ad esempio, sarebbe potuto arrivare a condizioni favorevoli, toppando il buco spendendo di meno con un prestito, in attesa della prossima stagione. E, oltre tutto, sarebbe stato anche under.

Poi la qualità di Bellomo, Strambelli e Doumbia non può certo essere discussa. La sensazione è che il ds, forse spinto dalla proprietà (e questo magari Gallo lo sa), si sia fatto ingolosire dalla disponibilità e facendosi prendere la mano abbia osato troppo rispetto ad un giocattolo che lui stesso aveva creato.

Cevoli, poi, era l’allenatore giusto per la prima parte di campionato. Forse non lo era nel momento in cui gli obiettivi sono cambiati, ma sicuramente Drago è stato una scelta sbagliata.

Non abituato alla Serie C, troppo “accademico” per un campionato in cui nascondono palloni e tirano calci anche ai portieri.

Quando si dovranno tirare le somme si metterà tutto sul piatto, compreso il contratto che Taibi ha fino al 2022.

La stagione, però, va analizzata tutta e se la Reggina è rimasta a galla il merito è di chi aveva fatto meglio dei suoi precedessori negli ultimi anni nel rapporto spesa-risultati. Gli errori potrebbero essere l’occasione per farne tesoro.

Di certo c’è che ci sarà la fila pronta a bussare a Luca Gallo per avere un lavoro nello staff tecnico.